DI PANCRAZIO PAI-MA 211
si celebravano. Nel pianterreno lungo il portico furono in seguito costruiti la pescheria, la prigione, il corpo di guardia ed il monte de' pegni. Si ascendeva al piano superiore per due scale, una delle quali introduceva ad un salone lungo 92 palmi e largo 32 destinato ai parlamenti generali, cui avevan diritto d'intervenire tutti i capi di' famiglia, ove ancora si .leggono le parole salus pubblica suprema con-sultatio, ed a fianco di essa si edificarono le camere del governatore. Per l'altra scala si saliva alla residenza dei Signori del reggimento, cui era Annessa la sala delle deliberazioni del Consiglio con intorno i sedili de' Consiglieri, una bigoncia o tribuna per gli arringato™, oltre le camere per Cancelleria, Archivio ecc. Sopra tale residenza erasi elevato per una parte del fabbricato un terzo piano ove si costruì un teatro, il primo eretto negli Apruzzi. Mi sono esteso a descrivere cotesto municipale edifizio perché rovinato in gran parte forse fra breve non sarà che un mucchio di macerie, da che guasto dai militari nel 1797 fu poi abbandonato dai magistrati comunali per la mancanza di spjrito patrio che tanto nuoce alla nostra regione. Anche Civitella ebbe nel suo centro una decente casa comunale poi convertita in teatro trasportandosi i municipali uffizi in casa a pigione. Verso il 1810 ambo i due Comimi, come pure Giulia si ebbero per la residenza parte dei rispettivi cehobì di Conventuali. Non è a ricercar case comunali antiche negli altri paesi tutti feudali, che mai non ebbero fino all'abolizione della feudalità.
Binate quistioni fra Terarno e Campii pei confini ebbero i due consigli la saviezza di rimettersi all'arbitramonto del Luogotenente per le regine sig. Castriota, il q'uale acceduto sui luoghi fissò con lapidi i confini minutamente descritti nel Laudo che fu pubblicato nel piano di Camerano, fra il colle di Castrogno e quello di S. Vito, in presenza delle deputazioni nominate dai due consigli, ove ancor resta la pietra di confine ivi posta: la terminazione allora stabilita rimase poi stabile.
CAPITOLO XIV. ' Continuazione del governo viceregnale sotto Carlo V. imperatore.