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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   214 OPERE COMPLETE
   spedì due cittadini diunita al cancelliere, coli' apparente motivo di prestar giuramento di fedeltà e chiedere al viceré la conferma de' privilegi, ma in realtà per ispiare se fossevi novità sul destino della patria. Il viceré mostrossi in ciò riservato, adducendo non essergli ancor nota la volontà delle MM. LL., ma volle che tutto rimanesse nello stato attuale e con tai sensi scrisse al maestrato.
   Ai 28 Giugno 1519 Carlo, già succeduto all'intera austriaca rnonarchia, dopo la morte di Massiniiliano suo avo fu eletto re dei romani, del che il viceré dette notizia ai Teramani con lettera de' 21 Luglio, ordinando feste che con effetto si celebrarono solenni. Passò il nuovo imperatore in Aquisgrana per ricevervi la corona germanica, ma tanta prosperità fu amareggiata dalla notizia di torbidi avvenuti in Ispagna riferiti dal Guicciardino. Lo spirito di rivolta si diffuse in Sicilia, ove 3000 fanti, a dispetto degli ufflziali loro, in vece di portarsi in Ispagna, come Carlo aveva ordinato, sbarcarono a Reggio e, traversato il regno, oltrepassarono il Trento presso la nostra frontiera. Se commettessero disordini e danni gravissimi non occorre dirlo. Il viceré ed il papa Leone X loro offersero invano denaro e nuovo ar-rolamento. Ma avendo gli ammutinati nell'assaltar Ripatran-sone perduto insieme con molla gente il loro capo Garzia di Madrid, si ritirarono, dandosi a molestare la valle del Tronto finché accettarono coudizioni poco vantaggiose dal viceré giunto nella nostra regione, e che certamente trova-vasi in Civitella a' 28 Agosto 1521, allorché dette ascolto alla petizione di quei cittadini sul soldo del capitano da esser stabilmente di once 22 all'anno se dottore e di 18 se idiota, e sugli alloggi militari. Trattennesi fino ai 21 Settembre, retrocesse per Castel di Sangro, ove firmò una prammatica sulla moneta.
   Nel giorno 26 Agosto la più amara delle notizie era pervenuta in Teramo, aver cioè l'Imperatore venduto Te-ramo ad Andrea Matteo III. duca di'Atri. Colse costui il momento favorevole della guerra imminente fra Carlo V. e Francesco I., in tempo che il tesoro trovavasi esausto, seppe così rappresentare i diritti vetusti ed i vantaggi del suo

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