Dt.PANCRAZIO PALMA 215
governo su di una città posta sui confini del regno, spesso divisa in partiti, sicché p,\ 16 Marzo 1521 aveva ottenuto diploma di riconcessione di Teramo col suo contado, una coi tributi fiscali, compresa la privativa del sale, pel'prezzo di ducati 40,090. Solo si ebbe l'equità di ordinarsi al Collaterale di non immettersi l'acquirente in possesso se non dopo aver citata l'università a dire il perché non dovesse essere alienata. Stesasi la citazione fu notificata il dì 22 Agosto non accordando per comparire a difendersi che l'indiscreto termine di giorni dieci.
Il Magistrato non mancò di replicare e protestare contro un intervallo sì breve, insufficiente ad allestir documenti, esibirli nel collaterale per mezzo di Sindaci da deputarsi, tanto più che costoro per portarsi in Napoli dovevano attraversare i feudi ducali. Eagunato nel giorno seguente il parlamento generale si presero in esso tre espedienti; si proibì a tutti di uscire dalla città; si risolse di sterminare a furia di popolo chiunque si rifiutasse di accettare ufiìcii pubblici; si delegò tutta l'autorità del parlamento generale a dodici principali cittadini che agir dovessero di concerto col Reggimento. Chiusisi subito costoro stabilirono di spedire in Napoli Colantonio Eapinii e Sir Cola Buccia-relli, i quali partirono per la via di Aquila e di Popoli con tanta segretezza che in città non si seppe il loro invio che molti giorni dopo il loro arrivo alla Capitale, ove il magistrato col consiglio dei dodici loro inviò lunga e patetica istruzione naturalmente ostensibile nella quale, dopo espressioni pieni di fiducia verso la Cesarea Maestà rammentano la fedeltà alla casa di Aragona, asseriscono non essere possibile la loro sommissione ad un duca di Atri loro capitale nemico, principio e fine di tutte le discordie della città, causa della morte di centinaia di persone e perciò essere i cittadini disposti a farsi tagliare a pezzi piuttosto che venire alle sue mani. Quindi lor raccomanda di far sapere al collaterale Consiglio tale deliberazione: poiché in questo affare ne andava l'onore, la' vita e la roba di essi e de' discendenti. Si aggiungono diversi moniti sulla condotta della causa, si da ai Sindaci la facoltà di chiedere la prelazione della com-