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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   216 ÒtEBE COMPLEtti
   pra; ed in ultimo caso lor s'impone di appellare a Cesare. Infine vengono esortati alla maggior premura per la salute della propria patria, senza umani riguardi e che facendo il contrario lor si minaccia 1'esterminio, come infami, di essi, de' figli e de' nipoti, a perpetuo esempio de' successori. Nonostante però le diligenze usate dai deputati in Napoli era il Collaterale disposto a dare il possesso della Città al duca perlochè chiesero e colla interposizione di cospicui Signori benevoli alla Città ottennero una dilazione a fine di supplicare l'imperatore, che allora resideva in Valliadolid. Nominato colà un procuratore a costui rimisero i sunti dei privilegi. Ivi il duca avendo costituito anche il suo, la controversia fu ventilata in Consiglio di Stato e fu rimessa la decisione al S. Consiglio di S. Chiara. In esso si piatì brevemente e si decretò che non ostante i privilegi de' passati re, aveva ben potuto l'attuale vendere la città de plenitudine potestatis; perciò s'immettesse l'acquirente in possesso. Proposto l'appello a Cesare i sindaci si restituirono in patria, ove riferirono lo stato delle cose al magistrato congregato insieme co' dodici nel palazzo. Allora alzandosi Francesco Trimonzi propose: 1. che con pubbliche e private preghiere si ricorresse alla divina misericordia, all'intercessione di Maria SS. e di S. Berardo; 2. che tutte le particolari discordie tacessero a fronte della gran causa comune; 3. che al regio Commissario, il quale attendeasi, si facesse prudente risposta col consiglio de' dottori; ed in caso di violenza la patria si difendesse fino all'ultimo sangue. La proposta fu all'unanimità accettata. Per eseguirla in tutte le sue parti si fecero processioni di penitenza; le donne a piedi nudi ogni dì visitavano le chiese delle Grazie, della Misericordia e di Bitetto, mentre i vecchi di rado si scostavano dal sepolcro di S. Berardo. Nel tempo istesso si presero tutte le precauzioni per la difesa. Dopo introdotti in città munizioni da guerra e da bocca, con 500 uomini dei Castelli e delle ville soggette, si allistarouo tutti i cittadini atti alle armi, si divisero in compagnie, si ristorarono le mura e si afforzarono con terrapieni. Si murarono tutte le porte meno due,

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