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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   220 OPERE COMPLETE
   in Teramo, come costa da una sentenza ora nell'archivio Capitolare. Ma appunto nell'anno seguente cominciò a risedere fissamente in Chieti, come si rileva da una bolla di Clemente VII. del 1. giugno 1526, colla quale erige in metropolitana la Cattedrale Teatina.
   Gravi dispendii cagionavano agli abitanti i viaggi e le permanenze del viceré della provincia e de' magistrati in commissione; ma più ne tolleravano per alloggi di militari sia che fossero avviati o reduci dalla Lombardia, ove aspre guerre ardevano tra Carlo V. e Francesco I. Nel 1526 stanziarono in Teramo 5000 cavalleggieri a spese dei cittadini, tuttoché si patisse penuria. Pagò pure la comunità in detto anno agli oratori Consorti ed Urbani il salario per 44 giorni occorsi per andare, venire ed assistere ad un parlamento, l'unico oggetto del quale fu la decretazione di un donativo, dopo di che l'imperatore e re partecipò alle città demaniali la pace ed il matrimonio conchiuso colla corte di Francia. La lettera indiritta a Civitella fu compendiata dall'Antinori.
   Fu il 1527 anno funesto per guerre, per inondazioni, per carestia, finalmente per la peste, che introdottasi nel precedente anno in Napoli, poscia in Eoma ed in Firenze, nonostante le precauzioni prese da' nostri maggiori, penetrò in città e vi tolse un quarto degli abitanti, fuggendo i più agiati in campagna. Il morbo grasso tutti i paesi della regione, come si ha da sicure notizie de' vari archivi. Mitigossi il contagio nel seguente anno 1528, ma risorse il flagello della guerra: poiché il generale francese Lautrech lece varcare il Troiito ad una colonna a 10 Febbraio detto anno. Trovavasi la frontiera senza difesa, onde Teramo e Giulia si arrenderono. Campii, Penne, Città 8. Angelo ed altri luoghi inalberarono il francese vessillo, per opera de' Lau-cianesi addetti alla fazione degli Antoniaui, Civitella resistette ma espugnata fu posta a saccomanno. Dopo di che il franco esercito, valicata la Pescara, investì l'Apruzzo citeriore, donde passò in Puglia. L'esercito imperiale, essendo comparso presso Troja, ritirossi sotto le mura di Napoli, cui si accostavano i francesi sul cadere di Aprile.

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