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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO XV. Continuazione del governo viceregnale sotto l'imperatore Carlo V.
   Il felice esito dell'opposizione alla feudale servitù, anche colle armi, la perfetta sicurezza di non esservi più assoggettati, le molte grazie ed indulti ottenuti avevano resi altieri i Teramani. Ciò si conobbe allorché nel Marzo 1830 comparve un Commissario del colonnello d'Alcaron, coll'or-dine di preparare le stanze per lui e per tre compagnie di fanti. Si scusarono i signori del reggimento per la mancanza di vettovaglie, attesa la carestia di più anni. Ma partitosi bruscamente il Commissario, con soverchia precipitazione risolsero coll'avvìso di una Cernita del generale parlamento, di vietare colle armi l'ingresso ai soldati, ed a meglio difendersi chiamarono per ausiliari 100 montanari e 100 A-scolani. Sei giorni dopo venne l'Alcaron, ma trovando chiusa la porta regale chiese parlare al Maestrato. A questo comparso sulle mura, pria colle buone, poscia con minacce e-spose la necessità che aveva di acquartierare in Teramo le tre compagnie. Al che risposero i signori del reggimento che fedeli vassalli di Cesare, si opponevano al richiesto alloggio, solo per la penuria di viveri. Allora lo Spagnuolo andò a posar colla sua truppa nel Convento delle Grazie; e chiamate altre forze, pose il blocco alla città. La scarsezza dei viveri, l'impossibilità di provvedersene, le giornaliere scaramucce, il guasto delle case rurali, de' seminati, e degli alberi, l'impossibilità di qualunque soccorso, accoravano gli abitanti.
   Correva voce pe' vicini paesi, che a giorni gli Spagnoli, '

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