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lennità. Osserviamo che la difesa di Civitella ridondò a sommo onore d'Italia, essendo tutta d'Italiani composta la guarnigione e dette'agio al Viceré di riunire le sue forze, colle quali, lasciando Giulia, occupò Tortoreto e la destra sponda della Vibrata. Guisa allora, abbandonando la sinistra, si ritirò di là dal Tronto. Come per lo sgombramente del regno, che per la difesa di Civitella, celebraronsi in Napoli solennissime teste.
Eidottasi l'oste di Francia in Macerata, il Duce Spa-gnuolo pertossi in Ancarano, cui intimò la resa. Rispose il presidio non solo negativamente, ma alcuni uscirono a caricare il Viceré d'ingiurie assai sconce. Onde costui pieno di sdegno risolvè di prender la .Terra di assalto. Premesso l'abbattimento delle mura, nonostante che gli abitanti volessero rendersi anche a discrezione, fece montar la truppa all'assalto ed al saccheggio. Coloro che camparono dalla spada furono mandati in galera, e 13 furono impiccati in espiazione delle ingiurie. Fé' poi demolire Bocca di Morrò forte castello in alto colle, di cui veggonsi i vestigi al di là di Maltignano, ove fermossi alquanti giorni, spingendo riconoscenze fin presso Ascoli. Avendo però saputo che le truppe francesi eransì avviate a Roma, egli per Popoli, Celano, Valle di Roveto e Sora entrò nello Stato Pontificio. Le genti rimaste in Ascoli fecero con quei di Ancarano una correria fino a Giulia, uccidendo o tagliando le mani a poveri contadini occupati a battere i grani, depredando cavalle con altre robe, e bruciando quel che non potevano asportare.
Richiamate le truppe del Guisa in Francia, dovè il Papa chieder la pace, che fu sottoscritta a' 14 Settembre. Tale fu l'esito di una guerra sconsigliata, che aggravi, e disastri produsse allo Stato romano ed alla nostra regione. Filippo II. allora regnante rimunerò Carlo Loifredo e quanti ufnziali si erano distinti nella difesa del regno, tra quali Baldassare di Aquaviva, il quale fu intitolato marchese di Sellante per aver levati a sue spese 500 fanti e 200 cavalli. Civitella fu esentata da tributi per 40 anni e questa esenzione si estese alle donne civitellesi dimoranti altrove ed