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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   1)1 PANCKAZIO PALMA 235
   ai loro mariti. Largì anche il Governo 1000 ducati pel restauro della Chiesa Collegiale di S. Lorenzo, la quale esisteva prima fuori la porta di piazza. Era stata smantellata durante l'assedio e ridotta ad opera avanzata. Quindi fu in seguito ricostruita entro le mura, ove ora si vede. Di più il governatore di essa de la Tega fece incidere e murare nell'ingresso della piazza una latina iscrizione, che tramandava ai posteri la somma fedeltà e la strenua difesa de' Oivitellesi, colla quale avevano assicurato al Re il regno, ad essi la gloria, ai nemici il disprezzo ecc. Tale lapida rimase ivi fino al 1806. Ma essendovi in detto anno entrati i Francesi dopo altra onorevole resistenza, fu tolta e spezzata.
   La memoranda difesa procurò ai Civitellesi una rinomanza. E siccome l'invasione francese prese nome di guerra del Tronto, così Civitella, principale oggetto della guerra, prese il soprannome del Trouto, checché ne dicano varii scrittori di essa, i quali avendola in latino appellata Civi-tatula Tmentinorum l'hanno creduta una colonia di Traente,
   0 almeno uno de' rifugi de' Truentini, dopo la distruzione della loro città operata da barbari. Intanto il governo vi-ceregnale, apprezzandone l'importanza fece ridurre a solidi e moderni bastioni le informi difese dell'antico castello, ponendovi fissa guarnigione sotto un capo che s'intitolò castellano. Uno di costoro era nel 1568 D. Antonio Portillo marito di D. Maria Alvares Guevara, la quale comprò in detto anno dal duca d'Atri Gio: Girolamo la baronia di Controguerra per due. 2000. Lo stesso duca aveva venduto Torano a Ferrante Capece, e Ganzano a Baldassarre Ac-quaviva.
   Abbiamo di sopra notato che le inimicizie di partiti erano risorte in Teramo per l'imprudente governo del capitano Scipione de Gennaro. Dice il Muzj che per esso furono uccisi in cinque anni meglio di 100 persone nelle varie scaramucce, negli assedi ed incendi di case. Non pertanto le donne delle due fazioni, nell'atto che piangevano
   1 loro congiunti uccisi, non s'inimicavano fra loro, ma consolandosi scambievolmente s'incontravano nelle chiese, ove

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