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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   236 OPERE COMPLETE
   unite pregavano il Dio della pace. Finalmente il vescovo Silverio Piccolomini, interpostosi presso il Viceré, e da costui incaricato il Governatore degli Apruzzi e quello della città, ambi Spagnuoli, avanti la chiesa delle grazie, alla presenza del detto Vescovo, del Governatore, degli uditori di provincia e di quasi tutto il popolo di Teramo, fu fatta la pace, la quale poi fu inviolabilmente mantenuta. In memoria di essa fu istituita una festa da celebrarsi nella domenica in albis, giorno che deve credersi quello della con-cordia. Ed ecco in che consisteva.
   Verso la metà di quaresima si sceglievano dal Magistrato due gentiluomini e due gentildonne per ciascun quartiere, coll'incombenza di questuare pel Purgatorio, e pacificare quelle persone che nel corso dell'anno si fossero inimicate, e perciò dicevansi Pacieri e Paciere; e la questua, io penso, era il decente pretesto per introdursi nelle case e trattarvi la riconciliazione. Dopo di che nell'ottava di Pasqua, fatta un'offerta di cera al S. Protettore, accompagnavano in gran gala la processione. Cantati i vespri, riu-nivansi in S. Giovanni tutte, e sole le matrone delle 48 famiglie, donde a due a due avviavansi alla chiesa delle grazie, incontrate da' Eeligiosi alla croce, seguite da servitori portanti cerei che si donavano ali' altare. Entrate in chiesa e quindi in sagrestia vi erano complimentate con rinfreschi. Tale onorevole ricordanza della pace mantenuta dalle teramane signore e procurata ai loro congiunti finì coll'abolizione del quarantottisino circa il 1757.
   Pare che all'epoca della stessa concordia si stabilisse anche la festa di S. Anna, nella quale fra'altri spettacoli si simboleggiava la guerra e quindi la pace. Da ciascuno de' quattro quartieri giungeva in piazza una macchina in atto ostile accompagnata da uomini armati vestiti di uniforme, i quali dopo sfide eseguite col giucco delle bandiere da rispettivi alfieri, faceva fuoco di fucileria a polvere, meno quella di S. Spirito, la quale metteva la pace, e questa conchiusa, i quattro trionfi amichevolmente uniti traigli evviva del popolo ed il rumore dei tamburi e degli spari de' moschetti giravano per le strade della città complimentati dalle donne

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