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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCHAZIO PAI-MA 239
   Turchi, che vi perderono 300 tra navi e galere, 30 mila uomini, oltre 15 mila cristiani da loro fatti schiavi ed allora liberati.
   Verso quest'epoca i banditi riuiiironsi in comitive, non più. per assalire inermi passeggieri, ma terre e villaggi. Allora il governo cominciò a porvi mente, spedì truppa: ordinò provvedersi archibugi e munizioni, da distribuirsi agli uomini armati contro i fuorusciti, i quali avevano bruciata la torre del capitano Eoscio Flasta di Teramo, ove si restaurarono le porte che di notte chiudevansi. Muzj rammenta con lode il Capitano Giovanni Consorti e Francesco Muzj, i quali nell'anno 1566 con quindici archibugieri Teramani, misero in fuga 100 e più ladri, che guidati da Ca-millario dì Città S. Angelo, si erano accostati alla porta Vezzola.
   Sono giunti fino a noi due volumi di Comunale amministrazione dal 1557 al 1563, scritti in elegante latino dai segretarii della città, prima Scribinio Cornice di Monte Eu-biano, poi Angelo Uranj d'Isola. Eisulta da essi, che la somma delle pubbliche cose risedeva nel generale parlamento, che i segretari chiamano pubblica comiti^ e Plebisciti le sue determinazioni. Avevano diritto d'intervenirvi tutt'i capi di famiglia, sì della città, che del contado. Apparteneva a tal riunione la riforma del Catasto, l'alienazione de' stabili comunali, la conferma de' due Sindaci, il contratto colla giura o forza pubblica, l'imposizione delle gabelle, e la loro gestione, la confezione degli statuti di polizia urbana e rurale, la protezione delle manifatture, per cui nel 1559 vietò l'uso delle lane salonesca e carfagna, affinchè i panni teramani non perdessero di riputazione; l'elezione de' Sindaci al generale parlamento del regno; e per gravi affari, come per evitare di essere venduti in feudo, ciò che si temè nel 1559 e si destinò Pier Donato Cesi, sapendo... di quanta maggioranza sia l'abitar città libere! Decise anche ai 5 Aprile 1559 che le chiese non fossero esenti dalle collette pei beni che compravano da laici.
   Oltre il parlamento eravi il Consiglio, chiamato Senato dai segretari e Senatus consulti i suoi atti, composto dal

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