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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCfeAZIO PALMA 247
   va l'armamento di tutti gli uomini dai 18 ai 50 anni, dispose le scelte, che dovevano radunarsi ad ogn'invito da' Cornmissarì, somministrandosi da' Comuni armi, polvere e palle. Promise indulto a chi si presentasse, ma un solo Teramano ne profittò, gli altri furono dichiarati fuorgiudicati. Dispose che giorno e notte stessero scolte nei campanili per suonare ad armi appena comparissero fuorusciti. Nel 1582 quelli che scorrevano gli Apruzzi montavano a circa 300 tra marchegiani ed indigeni divisi in comitive, una delle quali era comandata dal suddetto Eosales, il quale sebbene avesse ricevuto l'indulto sul fine del 1582 ad interposizione del duca d'Atri, era tornato al primo mestiere, pel motivo che essendo stato dalle truppe pontificie arrestato un suo antico compagno e consegnato ai nostri, non soffrendo il Eosales di vederlo andare al patibolo, assalì la scorta, ne uccise un soldato, spogliò gli altri di armi e di cavalli e liberò il prigioniero. Intanto il famigerato Benedetto Mangone di Eboli, scacciato da' contorni della sua patria, erasi gettato negli Apruzzi con altri insigni facinorosi. Il preside ne informò i paesi, rimettendo le loro filiazioni, che rimasero nel Cainplese Archivio, ove può riscontrarli chi ama i ritratti famosi. Quindi nuovi andirivieni di Commissarii, di capitani di campagna, di bargelli in colonne mobili, i quali anzi che cimentare la pelle, trovavano più comodo il fermarsi nei luoghi abitati a gran danno di questi. Fu ordinato che nessun viaggiasse senza bollettino da rinnovarsi ogni 15 giorni, da che i banditi trapassavano alla Marca travestiti e viceversa; e che non si permettesse di estrarsi più di un rotolo di pane e di una caraffa di vino per ciascun uomo che andasse a faticare in campagna. Gambacorta uno de' Commissarì pubblicò da Chieti il nome de' capi dei banditi. Eiferiamo alcuni di quelli della nostra regione, cioè il Bosales ed il Sabatucci sopra menzionati,. Berardino e Paolo Zilli di Eiano, Valerio di Forci, Giovanni di Ascoli di Colonnella... Marco di Sciarra di Castiglioni (volgarmente Castiglione nella parrocchia di Eiano in Bocca S. Maria). Si requisirono tutti i cavalli dei particolari, obbligandosi i patroni a tenerli pronti e guernirli ad ogni cen-

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