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colarnaente consegnati a quelli andati all'assedio di Marco di Sciarra; per viveri agli Spaglinoli nelle montagne e nelle ville di Campii, pei cittadini armati ad oggetto di rinforzare la scorta dèi Viceré della provincia ; per munizioni da bocca e da guerra ai militi Atriani stanziati nelle montagne ; pel corredo della milizia destinata a Giulia; per contentare gli Spagnuoli postati in varie ville, i quali non avrebbero mai finito a cercar mezzi di trasporto ideali, ma che effettivi si dovettero dare ad una colonna che da Corropoli si tramutava ad Amatrice. Eguali dovevano essere le angario degli altri comuni.
Intanto Marco di Sciarra veniva riconosciuto per capo supremo dei rivoltosi. Il suo piano era di stancare i regii con andirivieni e sorprese, spesso battendosi. La sua strategia rimansi nell'oblio, per l'alto silenzio de' nostri patrii storici, cagionato, credo, da prudente paura sulle bandite-sche imprese. Solo in un bilancio del ripetuto Archivio Oamplese parlasi di uno scontro presso Blpa di Oivitella ed in un registro parrocchiale di Teramo sta scritto che ai 14 Maggio 1589: « morse lo signore Altero e lo ammazzò la compagnia di Marco di Sciarra ». Quindi trarremo le ulteriori notizie dal Parrini, dal Gian none e dal Muratori.
Dopo avere il primo riferito il supplizio spaventevole di Benedetto Mangone, dice che si udirono le incursioni di Marco di Sciarra, che si faceva chiamare re della campagna e lo era anche per le carezze, colle quali trattava liberamente la plebe ; perciò sempre avvertito delle manovre de' suoi avversar!, oltre l'avvedutezza con cui distribuiva le guardie e ripartiva la gente. Bendutosi poco meno che invincibile, uscì da molti cimenti con poco danno de' suoi, con molto sangue de' nemici. E benché il Viceré gli spedisse contro Carlo Spinelli con 4 mila uomini, riuscì inutile lo sforzo, e vi sarebbe rimasto privo di vita lo stesso Spinelli, se il generoso Sciarra non avesse comandato alla sua truppa di non colpirlo, nell'atto che tutti lo riconoscevano dal bianco cavallo cui era assiso. Cresciuto con ciò l'ardire dello Sciarra, saccheggiò la Serra Capriola, il Vasto e Lu-cera, ove il caperai Pagliani uccise con colpo di scoppetta