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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   250 OPERE COMPLEXÉ
   il vescovo, mentre si affacciava ad una finestra del campanile in cui erasi rifugiato. Erano i nostri banditi in alleanza con quei dello stato romano ed in corrispondenza con Alfonso Piccolomini Duca di Montemarciano ribelle del gran duca di Toscana, da costili perseguitato con grossa taglia dopo essersi fatto capo dei. masnadieri di Eomagna.
   Eiprendendo ora i registri Oamplesi rileviamo che numerosi corpi, specialmente calabresi, stanziavano nelle nostre montagne nel 1590 e 1591; vi si parla di letti somministrati a soldati feriti e di infiniti spendi cagionati all'azienda municipale dal sudetto Spinelli. Lo Sciarra intanto colla, sua tattica infatigabile, dopo la correria fatta in Puglia, secondo riferisce il Muratori, scorreva il paese fino alle porte di Eorna, bruciando casali ed esigendo contribuzioni. Il granduca inviò Oamillo del Monte con 800 fanti e 200 cavalli. Sì mosse da Eoma Virginio Orsini con 400 cavalli. Fu assediato lo Sciarra co' suoi in un casale; sopraggiunse il Piccolomini con 600 cavalli, si venne a battaglia, in cui ben 100 de' banditi furono uccisi o presi: gli altri si misero in salvo. Lo stesso annalista ci addita lo Sciarra con grosse bande ne' contorni di Eoma nel 1591, imponendo taglie e saccheggiando terre. Per reprimerlo, il duca di Sermoneta e l'Orsini, usciti di Eoma, con lo Spinelli venuto dal regno, si posero in campagna e s'impegnarono in varie zuffe, ma trovando poco onore contro tal gente brava e disperata si ritirarono. Mentre tali cose operavansi nella romana campagna, i banditi rimasti fra noi non se ne stavano oziosi. Si ha da registri che nel 1591 arsero le torri, il mulino e le case rurali di M. S. Polo. Nel Gennaio di detto anno erano penetrati in Teramo 100 ladroni di Monte Acuto, ma ne furono cacciati dai cittadini animati dal capitano Angelo Montani, rimanendovene due morti e due feriti. Ed è questa l'unica cosa che de' fuorusciti di questo tempo registrò il Muzj, tuttoché giusto allora egli scrivesse i suoi dialoghi storici. Il Giordani però ci narra che due volte Sciarra entrasse in Teramo per mettere a contribuzione la ricca famiglia Mezucelli. In una di esse avrebbesi condotto in ostaggio un figlio di Durante Mezucelli, che il sudetto ca-

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