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pitano riscattò con una grossa somma d'argento contenuta in una sacchetta di cuojo, scambiata con destrezza nella consegna in una simile piena di rame. Lo stesso Giordani ci ha tramandata la tradizione che Marco di Sciarra fra tante violenze, per quanto potè, fé' rispettare l'onore delle donne e che avendo risaputo alcune liceuze de' suoi, li convocò per dir loro: figliuoli siamo di già perduti, in breve saremo disfatti.
La fortuna di Marco cominciò a declinare allorché il suo alleato Alfonso Piccolomini era stato ridotto a cercarsi un asilo in Venezia, di dove quei senatori lo impiegarono nella guerra contro gli Uscocchi. Dispiacendo al gran Duca di non poterlo avere nelle mani, premurava i Veneziani a scacciarlo ed avvalersi piuttosto del famoso Sciarra; ma costui ricusò, trovandosi superiore qui allo Spinelli ed ai papalini nei brevi regni di Urbano, di Gregorio e di Innocenze. Ma il nuovo pontefice Clemente Vili spedì Gio. Francesco Aldobrandini suo nipote con buon numero di fanti e di cavalli, nell'atto che il nostro Viceré, richiamato lo Spinelli, commetteva l'impresa al Conte di Conversano Adriano Ac-quaviva. Pubblicò la TX prammatica de exulibus, colla quale seminando la diffidenza tra i fuorusciti con premj ed immunità per chi consegnasse vivo o morto un bandito, eccetto quattro, cioè Marco e Luca di Sciarra, Cicco Pacchiarotto e Battistello di Monteguidone, pe' quali non vi era perdono, se non in caso che consegnassero uno de' quattro. La taglia imposta sopra Marco fu di 4000 ducati, sopra Luca e Pacchiarotto di due. 3000 e su Battistello di due. 1800.
Il Viceré nell'affidare la persecuzione de' banditi al-l'Acquaviva, calcolò gli ajuti che costui avrebbe ritratti dal suo cognato marchese di Sellante e dal suo padre Gio: Girolamo duca d'Atri. Questo però morì poco dopo l'arrivo del figlio. Fratello di esso duca era stato Claudio rinomato generale de' Gesuiti. Successe al defunto ne' feudi di Apruzzo il primogenito Alberto, il quale condiscese che il secondo genito Adriano si avesse la contea di Conversano co' suoi annessi, la quale rimase quindi separata dal ducato di Atri. Eiguardo alla nostra regione Alberto offrì