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il rilevio per Ganzano, Guardia Vomano quantunque alienati, Forcella, Oastelvecchio ad alto, Notaresco, Morrò, Montepagano, Mosciano. Giulia, Eoseto, Valle Castellana, Torano, Montone, Controguerra e Cantalupo, Castelvecchio a basso e Eipattoni erano stati venduti.
Facciamo qui menzione che di questi tempi eravi in Teramo la stamperia d'Isidoro e Lepido Fazj o Facies, introdottavi dai Signori del reggimento,, talché nel .1591 vi s'impresse l'opera di Muzio Muzj intitolata il padre di fa-meglio,; ma nel 1592 eransi que' tipografi trasferiti in Campii, ove il Comune dette loro casa ed un annua provvisione di ducati 30. Ivi impressero vari opuscoli, fra' quali un'elegia ed un elogio di Alessandro Farnese morto in Arras a' 2 Dicembre 1592 dopo 20 anni di militare carriera. Non poterono però sussistere i Fazj in quel paese, più fecondo di manifattori che di letterati; quindi in seguito si ridussero in Chieti, ove risedeva la regia udienza che dava ad essi lavoro.
Intanto il sudetto Conte Adriano di Acquaviva per debellare efficacemente i banditi, procuravasi l'affetto degli abitanti, soccorrendoli .nella penuria dei grani de' militari magazzeni, e non ponendo a stanza i soldati ne' paesi. Così ottenne sincera cooperazione. Allora vedendosi Sciarra vigorosamente attaccato, s'imbarcò sulle galee veneziane con parte de' suoi seguaci nel 1593. Si dispersero e s'internarono gli altri nello Stato romano, in modo che il Preside Brancaccio da Teramo a' 15 Dicembre 1593 annunzio in un bando di essere mancati i banditi, meno pochi ladri di Pie-tralta e Monte-calvo. Eicomparvero però nel 1594, sicché il sudetto preside mise in moto tutte le truppe e le compagnie di militi particolarmente osservando l'audacia dell'orda del marchegiano Ser Domenico Palagallo e di sette Camplesi, fra' quali Paolo Eicci ed Asdrubale Boncori.
È probabile che Luca di Sciarra avesse seguito in Venezia il fratello Marco. Costui, dopo aver guerreggiato per quella repubblica, se ne tornava verso de' nostri monti, allorché passando per le Marche fu ucciso da un compagno e compare chiamato Battistello, il quale ebbe in premio il