CAPITOLO XVII.
Terza continuazione del governo viceregnale, sotto Filippo III. e Filippo IV. di Spagna.
Ai 18 Settembre 1598 morì Filippo II. lasciando al figlio Filippo III., giovine inesperto e disapplicato, un'iin-inensa monarchia nelle quattro parti del globo, accresciuta col Portogallo.
Era stato affidato il governo degli Apruzzi a Carlo Gambacorta marchese di Cilenza. Spingeva egli su tutti i punti le forze sue contro i fuorusciti, quando dovette rivolgere le sue attenzioni alle marine minacciate da Cicala rinegato Calabrese, uscito da Costantinopoli con quaranta navi, e dalla peste diffusa in Trieste e nello Stato ecclesiastico. Aveva il successore Caracciolo arrolate due compagnie di banditi indultati che faceva sostenere a spese dei parenti degli esuli. Finalmente gli ammiseriti Comuni reclamarono al parlamento del 1596 contro le angherie loro arrecate da Commissarì, dalle udienze, da capitani di Campagna, da bargelli, dagli uffiziali del battaglione, e qualche riparo vi portò il Viceré conte di Lemas. Ciò non ostante i Comuni vicini a Oivitella dovettero contribuire i carri pei cannoni. Eppure a fronte di tante voragini, Campii offrì in dono al suo duca Ranuccio Farnese due. 1000 in occasione delle sue nozze con Margherita Aldobrandiui e due. 500 alla sposa.
Cennerò che ai 12 Maggio 1600 Clemente Vili eresse il vescovado di Campii, dopo infinite sollecitudini di quei cittadini, mediante le premure del duca Ranuccio Farnese, il quale ottenne l'ultima decisione e la bolla nella snst