DI PANCRAZIO PA1LMA 257
dimora in Roma, allorché impalmava la pronipote di Ole-mente. Né si creda il vescovado cosa tutta spirituale, poiché molti temporali vantaggi arrecava al luogo di residenza, che da Terra innalzavasi a Città, rendeasi indipendente da altra in tutte le bisogne chiesasfciche, negli atti dello stato civile e nelle cause di essi allora tutte dipendenti dalle curie, le quali inoltre giudicavano le cause criminali de' chierici e gran parte delle civili. Quindi non è meraviglia se i Oamplesi offersero sui cespiti Comunali due. 400, colla garanzia di otto primari; e con quella di Baldassarre Bozzi dettero un compenso al vescovo Aprutino della rendita di due. 22 che perdeva in quarterie. Eistorarono un palazzo, stato già del cavalier Sabatini e da- costui lasciato alla Collegiata, poi Capitolo; costruirono il trono, provvidero i vescovili arnesi, fecero feste, fuochi artificiali, archi di trionfo nella venuta del proprio pastore, tanto più che avevano ottenuto il loro intento dopo molti anni di liti in Eoma e dopo ingenti spese per deputati spediti ivi, a Parma ed a Napoli. Il decoro e vantaggio della patria non li avrebbe forse resi così ardenti se non fossero stati stimolati dalla inflessibile resistenza fatta in Eoma dal vescovo Aprutino Montesanto, il quale aveva pretermesso l'antico solito di visitare Campii subito dopo Teramo, prima di Giulia e di Civitella. Perlocchè Sciarra Quintiliani, uno de' Eeggimenti, aveva pubblicamente declamato, che si fosse impedito a viva forza l'ingresso a Monsignore e che per vincere il punto si avessero a vendere anche i figli. Il Montesanto quindi attese per andarvi che vi fosse giunto il conte di Conversano colle soldatesche spagnuole, ma ne partì subito. Allora venne riattivata la deputazione di quattro colla facoltà di spendere quanto mai occorresse ed agì con tale segretezza che è rimasta in proverbio. E siccome allegavano per ottenere la separazione le antiche e non mai rimesse inimicizie fra i due Comuni, il Vescovo aprutino documentò al contrario la buona corrispondenza attuale dei medesimi e le reciproche parentele di 14 famiglie cioè di Boccadossi con Forti, di Salamiti coi Fabrizj, di Lucque con Buccia-relli, d'Angelo con Scalpicchia, Fera con Consorti, Gravioli P. PALMA, Opere complete, / j7