DI PANCRAZIO PALMA 261
del Ee nel Belgio ed in Lombardia. Scorrevano a vicenda il paese tanti Oommissarì della dogana di Foggia, degli stucchi, degli arrendamenti, della fabbrica di S. Pietro, ognuno de' quali faceva bandi, tirava a pene ed a composizioni, nell'atto che il- Tribunale della Grascia esigeva rivele annuali di qualunque animale domestico e bollette per ogni locomozione de' medesimi, sotto* pena di confisca; nella ferma idea di prevenire il sacrilegio di estrarsi il minimo prodotto del suolo. Così tutto concorreva ad uccidere la produzione ed il commercio, a disertare l'agricoltura e la prosperità. A questi mali si aggiunsero nuovamente i banditi : quindi l'ingiunzione agli Amministratori di perlustrare il proprio tenimento durante sei mesi continui alla testa dei giurati; nell'atto che i capitani a guerra si succedevano venendo da Napoli, emanando bandi e taglie.
Somministrati, oltre i giurati, i militi del battaglione, dovettero i comuni allestire gli 8 cavallegieri sopranomati del sacchetto, che si dissero di ordinario presidio. Scipione Brancacci radunate in Giulia ai 21 Aprile 1635 le tre compagnie della provincia,. ne scelse i migliori che spedì a Milano pagandosi loro gr. 25 al giorno da' nostri Comuni, ordinandosi a questi di subito ricompletare le tre compagnie. Quindi furono chiamate in Napoli nel 20 Maggio 1632, pagandosi dalle casse comunali il viaggio, sebbene il governo riscuotesse un dazio a parte di grana ,tre a fuoco. I militi scelti dai magistrati erano passati a rivista dai Capitani, quindi dal maggiore che comandava tutte le compagnie degli Apruzzi al numero di 15 e ne presedeva la mostra generale in autunno, oltre le rassegne straordinarie, come quelle eseguita in Te-ramo dal duca d'Ascoli a' 12 Aprile 1632.
A ciò si aggiungevano continui alloggi di truppe, particolarmente a cavallo, or di grave or di leggiera armatura, destinate per Lombardia, durante l'accanita guerra pel ducato di Mantova. Quindi requisizioni di orzo, di paglia, di carne salata e di quest'ultima anche pei forti e per le navi di S. M. Si accrebbe la cavalleria sulla voce che Urbano Vili, disgustato colla Spagna, avesse adunata gente sul