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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   268 OPERE COMPLETE
   fermento si diffuse a Monteregale, Pizzoli, Arischia ed altri feudali paesi, ognuno avendo proprì motivi e pretesti.
   In alcun modo poteva lagnarsi Campii del benefico farnesìano regime, ma di sopra riferimmo quanto la classe poco agiata e la povera soffrivano per la cennata intollerabile ripartizione delle gravezze cagionata dalle svariate esenzioni. Mossa perciò a rumore la gente della Città e delle ville ai 15 Agosto 1647, esigette che si radunasse il parlamento, cui si fecero intervenire gli ecclesiastici col Vicario generale, essendo preseduto dall'Uditore degli Stati farnesiani, nel quale fu statuito che le illusone fondazioni, assegnazioni ecc. fatte unicamente per evitare le tasse, fossero dichiarate nulle, ed i godenti condannati a ripagare quanto avevano truffato. Così le principali famiglie si obbligarono restituire al comune più di ducati 3000, che in parte furono esatti.
   Nelle turbolenze che agitarono il regno, già incominciate in Napoli sotto il celebre Masaniello a' 7 Luglio 1647, la città di Teramo rimase non solo tranquilla ma armossi a difesa del regal governo, nell'atto riuscì a pacificare due nemiche fazioni di gentiluomini le quali avevano cagionata la morte a molti di essi, affinchè uno fosse l'impegno de' cittadini. Tale fedeltà fu encomiata da un privilegio ad essa in seguito rilasciato, in data de' 8 Aprile 1660; ove si dice: che « di tutta la provincia di Abruzzo sola si man-« tenne nella dovuta obbedienza, resistendo con molta finezza « e valore a tutte le armi del popolo dirette dal duca di << Castelnuovo. »
   II Preside Pignatelli, avendo il governo di ambe le pro-vincie, videsi costretto in Ottobre 1647 dal Viceré a spremer denaro sì da' baroni che da' comuni, ed obbligato a spedire in Capua i militi del battaglione, che cammin facendo disertarono in gran parte. Volle il Preside perseguitarli per mezzo dei banditi amnistiati, i quali erano allora al servizio della regia Corte, sotto i capi Giulio Pezzola del Borghetto, Giuseppe Colranieri di Montorio, e Durante Mancecchi. I fuggitivi, piuttosto che farsi prendere, andarono ad ingrossare la comitiva de' fuorusciti, guidati da Bartolomeo Vitelli di Curano, ch'erasi dichiarato pel popolo napolitano,

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