DI PANCRAZIO PALMA 269
cui erasi dato anche Montepagano. Premendo al Preside di ricuperare un posto così importante, vi spedì Angelo Ca-stiglione, il solo gentiluomo che in Penne si era manifestato per la fedeltà al Re, ma aveva dovuto fuggire, lasciando la famiglia ed i beni. Egli s'impadronì di Montepagano, e procurò di tenere a freno i paesi marittimi dal Trento al Vomano.
Tra il Febbraio ed il Marzo 1648 pervennero nelle vicinanze di Chieti diversi nobili, i quali'.tornavano da Aversa con patenti del popolo di Napoli. La loro attività, fomentata dall'Ambasciatore francese in Roma, acquistar fece molta preponderanza al partito popolare. I ministri della regia Udienza rifuggiaronsi in Pescara, abbandonando Chieti, ove entrò il Oarafa duca di Oastelnuovo, intitolandosi Maestro di campo e Preside di ambe le provincie. In tal tempo il Preside regio Pignatelli, che stavasene in Aquila, non cre-dendovisi sicuro, ritirossi con tutti gl'impiegati nel castello. Allora Oarafa, aiutato dai partigiani del popolo, occupò Oapestrano, Introdoco, Oittadticale e mise il blocco ad A-quila. Quindi penuria di viveri, malcontenti e giornaliero passaggio di aquilani al nemico. Trionfante il Oarafa, ben disposte colà le cose, si rivolse alla nostra regione, ed essendosi sollevati a favor del partito da lui propugnato tutt'i paesi fra il Vomano ed il Trento sotto Teramo, la città risolse di spedire in Aquila il sig. Giliberto Muzj onde avere soccorso. Pignatelli credette urgente il conservare Teramo: per lo che, il giorno 1 Aprile 1648, accompagnato da 400 uomini fra spagnuoli e banditi indultati, abbandonò Aquila ad ore due di notte, e traversando le aspre strade dell'Ap-pennino, giunse in Montorio, ove ricevè avviso che l'armata popolare era giunta in Atri e la vanguardia di essa, formata da 300 uomini dell' orda di Vitelli, aveva intimata la resa a Teramo. Sopraggiunto il Preside, mise in fuga il Vitelli, e l'inseguì fino alla porta di Ganzano già dichiarato pel popolo, ove i Vitelleschi si chiusero.
Ritirossi allora frettoloso il Preside in Teramo minacciato da' repubblicani. Ivi, murate le porte, meno due, assegnata la difesa delle mura ai cittadini, egli colla truppa