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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   276 - OPERE COMPLETE
   Viceré. Difatti agli 8 Settembre gli giunsero quattro compagnie spagnuole. Alla testa di esse e delle milizie penetrò in Valle Castellana, ove trovavasi a' 13 Settembre, nel qual giorno incaricò i Governatori di mandargli del pane sotto forti scorte per alimento della truppa. Eitirandosi poscia in Teramo a' 21 detto, fìsso l'alloggio delle compagnie spagnuole ne' paesi piani, onde fossero custoditi; segno che bisognò limitarsi alla difensiva. Forse allora avvenne ciò che Parrini notò (pag. 214): esser voce ' che negli Apruzzi ve ne fossero mille (di banditi), i quali occuparono diverse terre e si fortificarono, e spedirono ordini a tutti i luoghi che pagassero a loro, non al Tesoriere, i contributi. Vi si mandarono alcune compagnie di spagnuoli, che essendosi abbattuti con Giuseppe di Colranieri, il quale era un vecchio decrepito ed uno -de' loro capi, n'ebbero gli spagnuoli la peggio, come poco pratici del paese. Era parso al Preside di aver fatto molto col munire i paesi piani in faccia ai nostri monti, quando 100 fuorusciti comparsi all'improvviso nella fiera di Pianella, fecero gridar bando che tutti portassero il denaro che avevano al caporale, sotto pena di morte immediata. Preso il denaro ed ogni altra mercanzia di loro genio, si ritirarono pacificamente ne' monti. Dopo distribuite alla meglio a' 10 Novembre le forze disponibili, ritirossi il Comandante delle armi in Chieti.
   Intanto, non potendo vincersi i faziosi colle armi, scioccamente credevasi estirparli colla fame; progetto che riuscì a danno non di essi, ma di pacifici agricoltori, costretti ad abbandonare le case rurali e a non portar seco nell'andare a coltivare alcun cibo. Si posero guardie ai mulini, si murarono i forni delle ville e furon confiscati mobili e stabili de' fuorusciti. Vennero • dichiarati rei di morte coloro che dessero anche un pane ai sollevati che dal loro canto chiedevano ai privati .sotto orribili minacce denaro e viveri. Furono demolite altre ville minori di 10 fuochi, talché, nella sola vescovile baronia di Rocca S. Maria, se ne rasarono 14. Sdegnato il Vescovo Monti, secondo il Eiccanale, per tale distruzione a danno della chiesa aprutiua e pel torto cagionato a tanti innocenti, scomunicò il Preside, una

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