Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (329/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (329/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   DÌ PÀNCKAZIO PALMA 279
   Con dispaccio de' 27 Luglio pubblicò il Viceré amplissimo indulto a quei banditi i quali fra 15 giorni si presentassero e si obbligassero a due anni di militar servigio in Sicilia, ove bisognavano rinforzi per la sollevazione di Messina; con minaccia ai contumaci di deportarsi tutti i parenti in Terra d'Otranto, cui accoppiossi un apparato di truppe spagnuole ed indigene in Montorio. Tali misure produssero effetto, sicché i regi commissari, che si erano fermati in Campii con 300 fanti e 100 cavalli, parteciparono ai comuni che per grazia di Dio i capi Sante di Giovanni, alias Froscia, Salvatore Biancumi, Domenico Maneeóchi, Alesio Inferno e Conte Caruso di Pietralta eransi presentati (ciascuno co' proprì subordinati) ed avevano preso servizio.... Illusone speranze di tranquillità! Ritirato in Chieti il Preside a' 29 Dicembre 1674, ecco i banditi calati dalle montagne danneggiare i contorni di Spoltore e nel maggio 1675, essendo venuto un Reggente del Collaterale per veri-fìcare le somme erogate dai comuni per truppe, costui non volle oltrepassar Chieti e colà chiamò gli amministratori coi documenti, ma nessuno volle moversi. Quindi ordinò spedirsi le carte in Napoli, dove il Commissario ricoverossi. Intanto bisognò provvedere di bagaglio un corpo di 6000 tedeschi secondo le memorie locali (Parrini dice 4500, Muratori 3500) destinati contro i messinesi, e spedire in Maggio 1675 grano nei monti per sostentamento dei soldati di campagna. Furono poscia astrette le università a provvedere di letti il presidio di Civitella. A' 24 detto mese il Preside ordinò armamenti, perché i banditi erano calati dalla montagna; ed a' 15 Giugno pose la taglia di ducati 600 sulle teste di Sante di Froscia e di Medoro Carducci; di 300 su quelle di Salvatore Bianchini, di Carlo Vitelli, di Domenico e Francesco Mancecchi, di Antonio di Eosa e di altri, dichiarando che il denaro era in deposito presso Giuseppe Durini mercante in Chieti. Sia per effetto di questo bando, sia per altro motivo, Santuccio, Medoro, Bianchini e Mou-cecchi si presentarono, non al nostro Preside, ma a quello di Aquila; pattuirono di rimanere sicuri ed' armati nelle loro case, -ed i subordinati servissero due anni il governar

Scarica