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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   280 OPERE COMPLETE
   Oontuttociò a' 30 Giugno 1675 si dolse il Preside che gli amnistiati accordati al servizio erano da quello perfidamente fuggiti, andavano di nuovo... commettendo eccessi. Quindi nell' estate del 1676 continui armamenti di paesi, taglie, promesse d'impunità, premi, sequestri, liste di parenti ed altri simili espedienti, riusciti inutili nel tratto antecedente. Nota il Giordani nelle sue memorie mss., che certi feudatarì delle nostre parti si facevano un pregio di proteggere i fuor-banditi e dar loro asilo. In compenso se ne avvalevano come di altrettanti bravi.
   Qui la nostra storia che fu tratta per lo più da registri originali dell'archivio comunale di Campii trova il sussidio di uà giornale scritto dal chierico lezzi di Campii in due volumi. Perito interamente il primo e circa la metà del secondo, il quale comprende il periodo da Luglio 1678 al 1683 il Canonico Palma ne ritrasse diverse notizie da lui ristrette e che io assottiglierò di più, come a compendio conviensi.
   Nel principio di tale lustro, i banditi lasciavansi vivere a bell'agio nelle loro case armati però e contrasegnando i giorni colle prepotenze e co' delitti, sui quali l'estremamente debole governo doveva chiuder gli occhi. E benché ciascuna comitiva conservasse sommissione al proprio caporale, pure quai capi supremi erano riguardati Titta Col-ranieri e Santuccio.
   Fuggito da Napoli Cicconetto, Santuccio e Vitelli lo inducono a ripresentarsi in Chieti, ove ha il guidatico, a patto di rendere servizi, cioè di consegnar vivi o morti alquanti banditi. Savino Savini riceve mance dal governatore di Ascoli per le teste di due facinorosi. Un nipote e cinque compagni di Santuccio uccidono in Collecorvino un tal Pugliese e suo figlio, benché parenti di Colranieri. L'uditor Tauri, che reggeva il Teramano, stimolò Santuccio a dar qualche soddisfazione a Titta e li fece abboccare in Campii. Quest'ultimo finse di quietarsi, ma preparò un agguato de' suoi dentro le case di Nereto, allorché il suo emulo con compagni vi si portò a caccia. Scoperta la trama, non ebbero i seguaci di Titta coraggio di cacciar la testa dalle

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