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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   bt PANCRAZIO PALMA 281
   loro tane. L'uditore Tauro, per dimostrare l'interesse del governo alla banditesca tranquillità, corse a Nereto per processare gli autori del complotto senza risultato però. Bensì il Preside, venuto in Campii a' 23 Giugno 1680, rappattumò Santuccio con Mancecchi.
   Francesco Duca d'Atri, avendo sposato Anna Conclubet, marchesa di Arena in Calabria, ed essendo stato poi ucciso in duello senz'altri figli, il dùca Giosia III ne ebbe l'eredità. Andato a prenderne possesso fu colà colto dalla morte. Gli succede Gio: Girolanio II duca XIV, giusta il vero compito. Questo oggetto vero posto dal Palma ci fa conoscere che ve ne sia un altro : come se alla civil nostra comunanza importasse sapere se i duchi antecessori fossero stati 13 o 14. Tutt'al più potremo conoscere con interesse chi fu l'ultimo, in dominio feudale effettivo.
   Il Preside Navarretta promise l'indulto per sei fuoru-sciti, se avesse la testa di un tal Carnassale, che fu portata da Salvatore Bianchini. Così Santuccio portò l'altra di un soldato spagnuolo fuggito con Cicconetti. Intanto il Preside Navarretta si abbocca col governatore di Ascoli in Ancarano ove si era fatto scortare da 100 fanti e 120 cavalli. Proibì quindi sotto pena di morte il contrar matrimoni co' fuoru-sciti, dovendo costoro procurarseli tra le rispettive famiglie, ed a chicchessia portar armi, proibizione che potè valere (come altre simili) contro i pacifici, non contro i malvagi. Erano tre anni e mezzo che il Capitano di campagna risedeva in Campii, cui cagionava l'esito di sette carlini al giorno. A dimorarvi con sicurezza si coltivava l'amicizia di Santuccio, domiciliato in Villa Boceto. Insospettito il Preside, fé' passare il capitano in Teramo e l'uditore col Tenente in Campii, che doveva spender pel primo due. 1,50 al giorno. Pei buoni uffici del Duca di Parma si ordinò dal Viceré che colui ritornasse in Teramo.
   Il camerlengo però di quel comune fu bastonato dal-l'induldato Bgidj della Nocella. Insorto il popolo a favore del suo rappresentante, arrestò l'audace ; ma il governatore per paura de' compagni lo liberò. Dieci persone presentansi in casa di un galantuomo teramano, lo ammazzano e si

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