bl PANCEAZIO PALMA 283
uioschetteria. Anzi Santuccio, il fratello Giovanni, Gio: Carlo Vitelli, i Cecchini e Garboglio accettarono il grado di caporali di campagna, col soldo di due. 8 al mese, pagato poi puntualmente colla libertà di starsene alle lor case.
Le paci sopradiscorse per altro non furono che apparenti. Ad un primo motivo, 443 iudultati si trovano all'assedio di una casa, ove n'eran chiusi 47. 'ISTe comparvero però in loro ajuto altri 150, guidati da Santuccio. Con tutto ciò, i primi non assalirono gli ausiliarj nò gli assediati, guardandosi per sei giorni colla morte di soli tre, finché venuto da Teramo l'uditore fece colla sua autorità sciogliere l'assedio. Poco stante si riabbracciano in Cesa Santuccio ed i Mancecchi da buoni cognati, e si recarono in casa di Titta come padre di tutti. I partitanti denominati però si batterono con altre comitive in Nepezzano, mentre Giulio Mancecchi combattè dentro'Campii contro altri capi. Kisse ed omicidi avvengono ai Pagaunoni fra i subordinati di Santuccio e di altri, da che vi accorsero altri caporali e tutto finì coll'abbruciamento delle case di quei poveri contadini.
Nel frattempo i Turchi, sbarcati alla foce del Tordino, vi fecero schiave otto persone. Si sentì fin qui il rumore dell'eruzione del Vesuvio, infierirono alte nevi e gagliardissimi venti, che fecero naufragare sotto Montepagano u-na nave veneta, la quale veniva in Giulia a caricar grano del duca, ed altre nove caricate dello stesso genere perirono allo sbocco di Salino maggiore. Nessun pericolo corsero i banditi che misero in serbo sui monti il grano di Spinozzi di S. Omero e di Oastigiioni di Poggio Unibricchio, non che trecento salme prese in Montepagauo ai signori Patrizi di Montorio.
Intanto Santuccio, Sgarrone ed altri capi aprirono una epistolare corrispondenza con molti teramani a solo oggetto di chieder loro denaro, minacciando in caso di rifiuto di distruggere gli alberi delle loro possessioni. Ad avvalorare tali gentilissirne epistole e proteggere il trasporto de' grani surriferiti, Santuccio si avvicinò a Teramo e Sgarrone postossi sul Pennino. Più tardi derubarono l'equipaggio del