DI PANCRAZIO PALMA , 285
Niente atterrito Sante spedì alle spalle del nemico un distaccamento che sorprese un convoglio di viveri e fé' prigioni due Spagnuoli con alquanti Calabresi. Né di ciò contento fece passar la Pescara ad un corpo di 150 uomini, i quali per via saccheggiarono Castagna e Bacucco, senza però che inducessero il Preside a diminuire le sue forze. Eidotti a difendersi in Tevere, Cesa, Eiano e Castaglione, occupando le torri, già castelli, di questi ultimi, i regi vi trasportarono alcuni pezzi di cannone per batterle. Intimoriti i rivoltosi da quest'arme, abbandonarono le quattro ville con tale silenzio che gli assedianti non se ne accorsero, mentre i fuorusciti si ridussero ai monti dell' ascolano. Durante l'assedio morirono 53 soldati, oltre i feriti in maggior numero. Non si conosce la perdita dei fuorbanditi perché seppellivano subito i loro morti in fosse da grano, che ricoprivano con calce.
Sante non si addormentò. Fece una gita al palazzo di Colranieri a scuoter Titta e farlo entrare in campagna. Quindi i due capi investirono Montorio nella notte de' 18 Dicembre 1683. Il Capitano Hyrles che vi comandava, dopo qualche difesa, capitolò a condizione di consegnar le armi e ritirarsi in Teramo.
Giunto il nuovo Preside Torrejon intraprese pratiche per indurre i fuorusciti a rendersi per mezzo di una bizzoca, ed ottenne che quelli evacuassero Montorio, ov'egli spedì 4 compagnie spagnuole e 200 soldati di tracolla, che assaliti da' fuoruseiti furono costretti a ripiegare a Fornarola. Dopo ciò sopravvenuti altri rinforzi, pensò il Preside di attaccar nel punto istesso Montorio, il convento de' Cappuccini al di là del fiume ed una torre detta di Scalone. I tre attacchi riuscirono infelici, e solo sotto la torre restarono uccisi 80 uomini, fra' quali sei uffiziali. Bitirossi la regia truppa in Fornarolo, mentre i rivoltosi si postarono a 'Oolranieri. Di là spedirono più masnade in punti diversi della provincia, ad oggetto di costringere gli Spagnuoli a divider le forze. Una di esse comandata da Mancecchi ebbe una disfatta nelle vicinanze di S. Omero. Volendo però il comandante le armi finirla una volta si accorse che l'artiglieria era