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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI FANCKAZIO PALMA 287
   tuccio e di Titta; di due. 100 per quella di ciascuno de' capi inferiori, e di due. 50 per ogni bandito comune. Si prescrisse la demolizione delle case rurali dal Vomano alla frontiera, si proibì la ricostruzione di esse sotto pena di morte e di confisca! Stimò poi il Viceré Marchese del Carpio di dividere in due l'Apruzzo marittimo, stabilendo con ordinanza de' 27 Novembre 1684, un'Udienza in Teramo, cui sottopose tutto il paese che trovasi tra la Pescara ed il confine. Vi destinò un caporuota, due uditori, un fiscale, ed un avvocato de' poveri. Volle però che il Preside restasse uno, da risedere ora in Chieti, ora in Teramo. Non pensò a stabilire una tesoreria; laonde per la finanza si continuò a riconoscere la cassa di Penne .dipendente dal Tesoriere di Apruzzo Ultra residente in Aquila. Di là la continua confusione de' geografi, che riguardarono il teramano ora come provincia indipendente, ora come parte dell'Apruzzo Ulteriore, ora del Citeriore.
   Ritirati Titta e Santuccio nella Valle di Roseto, espugnato e saccheggiato il Cervaro, dopo aver tenuto a bada il Preside con finte trattative e con abboccamenti, si ritirarono in Valle Castellana, ove giunse il capo regio prima di essi. Tale manovra li sconcertò, tanto più che trovavansi scarsi di polvere e di palle, onde spedì in Ascoli per provvedersene. .Intanto che giunsero, l'astuto Sante spedì un prete a chiedere una sospensione d'armi per un giorno, nel quale egli avrebbe esortato tutti a presentarsi in Napoli al Viceré. Rifiutò il Preside l'armistizio, ma pur s'indusse a parlamentare col capo riottoso. Seppe il Lucidi trarre a lungo il ragionamento fino a vespero allorché, da ineducato montanaro com'era, si licenziò dal congresso vomitando ingiurie. Vedendosi però a mal partito, divise la sua truppa in più corpi, che inviò per varie Ville, rimanendo egli con solo 70. D. Alonso spedì un distaccamento contro ogni banda nemica attaccando egli quella di Santuccio. Non potè questo essere soccorso; sol che sopraffatto dal numero stava per essere oppresso, allorché l'intrepido Salvatore Bian-chini forzò alla testa de' suoi un corpo di Calabresi, che lo bloccava e, giunto ove gli spagnoli pugnavano, si aprì

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