br JPÀNCKAZIO PALMA 293
spedì il conte di Dann famoso per la difesa di Torino alla conquista del nostro regno. II viceré conte di Ascalona, senz'esercito, senza fortezze armate e provvedute, con una nazione (al solito) divisa di affetto fra due emoli, ritirossi in Gaeta, ove più tardi si rese prigioniero. Giunti in Napoli gli austriaci ai 7 Luglio, il conte di Martiniz se ne dichiarò Viceré in nome del cattolico Ee Carlo III. L'Udienza di Chieti, cedendo alla volontà del popolo (sempre amante di novità) a' 14 détto mese .prestò ubbidienza al nuovo Ee. Non tardarono a far lo stesso quelle di Aquila e di Tera-mo. Ciò però non ismosse la fedeltà di Gio: Girolamo d'Ac-quaviva, Vicario generale delle tre provincie. Eaguuate le possibili forze erasi portato al campo di Monte Casino; e quindi a Tagliacozzo, non risparmiando i suoi denari, gli. argenti e le gioje. Reduce in Chieti quei cittadini vietavano l'ingresso agli spaglinoli seco rimasti. Eisolse contut-tociò di fare il suo dovere fino all'ultimo, chiudendosi in Pescara, che fu cinta d'assedio dal conte Vallis a' 14 Agosto e cominciata a battere ne' primi di Settembre, con 4 cannoni tratti dal castello di Civitella ed altrettanti da quello di Aquila. La piazza resistette fino ai 13 ed allora si arrese. Il dùca s'imbarcò, prese terra al porto di Ascoli, donde a Eoma presso il fratello cardinale. In tale occasione i tedeschi angariarono i feudali ed innocenti paesi del duca d'Atri, sfogliando i palazzi di Atri e di Giulia. La duchessa co' figli erasi ricoverata in Ascoli. Era stato sequestrato d'ordine della Segreteria di guerra lo stato di Atri, che non fu restituito se non dopo il trattato di Vienna del 1725. Il Duca Gio: Girolamo era morto in Eoma nel 1709. Il'cardinal Francesco, avviato il quarto figlio di costui Trojano agli ecclesiastici onori, spedì gli altri tre nella Spagna, scrivendo a Filippo V che nulla più rimanendo alla faniiglia Acqnayiva che quelle tenere vite (il primo non aveva che 17 anni), anche queste si dedicavano al servizio di S. M. Quel generoso monarca destinò lo zio a ministro di Spagna in Eoma, collocando onorevolmente i tre giovanotti. Il primo di nome Giosia assunse il titolo di duca, ma combattendo nelle Fiandre, fu fatto prigione dal