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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   PAtìCRAZIO PAlMA 295
   Ee riavesse la Sicilia in cambio della Sardegna da lui ceduta al Duca di Savoja che tuttora ne ritrae il regio titolo, e che la successione della Toscana con quella dei ducati di Parma, Piacenza ecc. fosse assicurata alla discendenza della regina cattolica Elisabetta Farnese.
   Durante il regime di Carlo d'Austria e pe' suoi potenti uffici presso la Porta ottomana, si godè alquanto di sicurezza nel marittimo commercio ; ma altra carestia 'si sperimentò nel 1722. Sappiamo da' comunali registri che il sale vende vasi per privilegio ai civitellesi, grani 52 al tomolo di rotoli 48 e che bisognò tollerare la distribuzione forzosa del tabacco.
   Eletto vescovo di Teramo, a' 9 Aprile 1731, Tommaso Alessio de Eossi, venuto Mu residenza, seppe con tante cortesie accattivarsi l'animo de' cittadini che a lui permisero di congiungere l'episcopio col duomo, mediante l'arco che vediamo : ciò che non si era voluto mai accordare ad alcuno de' predecessori. Il Preside Ussorio con suo bando da Chieti a' 28 Maggio cacciò dalle due provincie gli zingari resisi intollerabili pe' loro furti. Morì nel 1731 Antonio Farnese, nel quale si estinse la linea maschile di quella famiglia, e Campii destinò una sovnma pei funerali e vestì da lutto nella dolorosa nuova della morte del Serenissimo padrone. Quindi Carlo, figlio di Filippo V e di Elisabetta Farnese, sbarcato in Livorno, riconosciuto in Firenze per Gran Principe ereditario di Toscana, fece solenne ingresso in Parma ai 9 Settembre 1732, anno funesto alla nostra regione per penuria, per mali contagiosi e per tremuoti. Furono le città di Teramo e di Campii angustiate da un sequestro imposto sull'antico feudo di Melatino, d'ordine della regia camera, tolto però dopo l'esibizione dei diplòmi da' quali risultava che il territorio era stato dichiarato bur-geusatico ed incorporato in parte all'altro Comune.
   Impegnato l'imperatore Carlo YI contro la Francia sul Eeuo e contro la Sardegna in Lombardia, vide Filippo V propizio il momento di riacquistare il regno di Napoli e di Sicilia. Spinse in Italia numerose forze di terra e di mare sulla fine del 1733 sotto gli ordini del giovinetto infante

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