CAPITOLO XX. Regno di Carlo di Borbone e di Ferdinando IV.
La gioia de' napoletani giunse al colmo nel dì 15 Màggio 1734, quando lor giunse decreto di Filippo V, che dichiarava l'infante D. ' Carlo Ee delle due Sicilie; poiché quel popolo, dice Muratori, riconobbe qual indicibile vantaggio sia aver corte, re o principe proprio. Nello stesso anno i tedeschi fecero fronte e furono battuti presso Bi-tonto, si conquistò la Sicilia; e nel 1735 fu coronato il giovine Ee in Palermo. Erede, come primogenito di Elisa-betta Farnese, ebbe, oltre il palazzo ed il museo di Eoma, gli stati medicei e farnesiani in regno, come suoi per successione e volle che si reggessero con separata amministrazione. Fra essi Campii continuò ad intitolarsi fedelissima farnesiana città fino al 1806.
D'ora in avanti smilzo sempre più sarà il mio compendio; poiché appena cennando la storia generale del regno, troppo risaputa da tanti autori che ne han trattato, mi limiterò agli avvenimenti più degni di nota, ed ai pochi fatti locali. Eicorderò che partitosi d'i Eoma il cardinale Trojano Acquaviva, plenipotenziario colà di Spagna e di Napoli, per ordine delle due corti, se ne venne» in Giulia, che rallegrò con munificenze e colla sua splendida corte; cèrne il cardinal Orescenzi onorò verso questi tempi Mon-torio, marchesato di sua famiglia, donando preziosi arredi a quella chiesa collegiata.
Nel 1737 il Ee condonò alle università tutti gli arretrati che dovevano alla regimi corte, e diminuì il dazio diretto,