DI PÀNORAZIO PAlMA 299
troncar d'un colpo la testa dell'Idra feudale, come poi si è fatto gradatamente.
Piacque al Vescovo di Teramo Rossi modernare, com'ei credeva, il tristo aspetto del duomo, conservante le annerite colonne incanalate del tempio pagano, che gettate a terra ne furono cacciati in piazza^ i fusti ed i capitelli, donde pian piano furono presi da privati e convertiti in pietre da olio o frantumati. Che pregio avrebbe la nostra chiesa, se avesse conservate sì belle antichità! Quelle che capitarono nei luoghi ove furono innalzati i pilastroni rimasero murati dentro di essi. In tal occasione, affin
Non rimane del vecchio edificio che la cappellina o armadio /di pietra fina gentilmente intagliato, ora sotto l'organo, nel quale si conservava ne' prischi tempi la 8. Eucarestia, ciò che desumesi da una pisside di antica struttura scolpita nel medesimo. Vi rimangono ancora un capitello corintio ad uso di vaso d'acqua santa e frantumi di cornicioni nel contorno della porta della sagrestia. Inoltre quattro imagini di santi in basso-rilievo incastrate dietro il maggiore altare.
Nuova guerra si riaccese in Italia f?a i Borboni di Francia e di Spagna. e la Casa d'Austria aiutata dall' Inghilterra e dalla Sardegna. Era giusto che ai primi si unisse il nostro Be, inviando nel 1742 truppe in Eomagna per congiungersi alle spagnuole. Ma fu costretto a richiamarle per aver dovuto soscrivere a' 19 Agosto detto anno un trattato di neutralità. Indebolite le truppe di Spagna da tale ritirata non fecero che lentamente indietreggiare verso la nostra frontiera, e passato il Tronto a' 18 Marzo 1744, su di un ponte temporaneo, si riposarono in. Giulia, Penne, Chieti