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ecc. I tedeschi comandati da Lubkovitz presero quartiere tra Macerata ed Ascoli, non osando di entrare in nu regno neutrale, senz'ordine di Vienna. Avutolo, stimò di penetrarvi da Eoma per dove si avviò. Perciò i generali del Ee cattolico si portarono a S. Germano, unendosi in Castel di Sangro al Ee che vi si era avanzato con 15 mila uomini. Da Eoina l'austriaca armata passò ad Albano. Eisolse allora Ee Carlo di andare incontro al nemico fuori regno e pertossi a Vel-letri. Non è del mio assunto riferire la vittoria che vi conseguì, la quale raffermò il suo trono. Debbo bensì narrare che i tedeschi avevaÀ» lasciato in Ascoli e Eipa il Conte di Sora con 1000 fanti e 500 cavalli, perché occupasse gli Apruzzi. Or costui, partendo da Ascoli, passando fuori il tiro de' cannoni di Civitella, per Campii giunse ai 7 Giugno 1744 in Teramo, ove un tal Carlei, Fiscale della Eegia U-dienza, segreto parteggiano degli Austriaci, persuase il sindaco di accoglierli con onore e con esultanza. Questi uscì incontro al conte con carrozza, sulla quale attraversando la piazza, venne acclamato dal Vescovo con parole offensive al reggimento di Carlo. Pubblicò subito il Conte pieno indulto per tutti i delitti posteriori al 1734. Nel seguente giorno fu cantato un Te Deum, e prestato giuramento dal caporuota Anzani e dal Fiscale Carlei, (essendo fuggito l'uditore Salazar e vacando l'altro) dal governatore, dal Sindaco e da tre suoi colleglli. Nello stesso giorno Sora creò Uditore un tal Grimaldi ed abbassò ad uditore il Carlei, dando la carica di Fiscale al sig. Berardo Montani. Come se fosse stato sicuro della conquista del regno, formò un catalogo dei più notabili teramani e li preconizzò chi a civili e chi a militari cariche. Dopo pochi giorni, partì per Aquila, d'onde saputa la memoranda azione di Velletri, avvenuta agli 11 Agosto, retrocesse verso Teramo, ricevendo gravi percosse dal colonnello Enaanuele de Leon, che aveva saputo riunire le poche forze rimaste negli Apruzzi. Avvicinandosi costui a Teramo i tedeschi si ritirarono nelle Marche. Allora molti teramani più compromessi o più timidi emigrarono dal regno: ma il festoso e magnifico accoglimento fatto alle regie' truppe ed al loro comandante comin-
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