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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCKAZIO PALMA 303
   e la seconda S. Atto : ma non contenti i camplesi domandarono la restituzione in intero; e non avendo spinto il giudizio, per la notissima indifferenza municipale, i teramani aggiunsero al loro catasto ambi i tenimenti e li conservano fin 'oggi.
   Con dispaccio de' 6 Giugno 1754 abolì Carlo la carica di Uditor generale degli Stati farnesiani a vantaggio dei comuni, che lo stipendiavano.' Proibì ai 13 Agosto gli armamenti che si usavano nelle feste dei santi sotto il comando di un capitano. Pure nel piccolo Montone ne rimane uno che dicesi capitano di S. Anna, e si da gran moto nella solennità, girando pel castello, ballando e giuocando di bandiera al suono di rozza musica. Gli altri furono aboliti, rimanendone1 un vestigio nell'innocuo batter de' tamburi, che si reputavano essenziali nelle sacre festività. Lo stesso Ee riunì alla sua corona nel 1757 il Ducato di Atri ed i soggetti altri feudi per la morte, avvenuta in Napoli, di Rodolfo, senza discendenti. Si direbbe che con tale riunione questi paesi fossero ripristinati nella demaniale libertà ? Ma non fu così. I parrucconi della capitale erano così teneri del feudale regime, che inventarono un metodo con cui il Ee ne avesse il pieno possesso, non come sovrano, ma come barone. Quindi i governatori erano sottoposti come prima ali'Uditor generale, giudice di appello ed amministratore dello stato di- Atri. Si conservarono tutte le baronali a garie, le privative del forno, del mulino, del trappeto, dell acque pei riti, delle erbe, che spuntavano ne' terreni dei privati ecc. ecc. Carlo intanto, dopo aver promosso ad P-spettor generale il De Leon, e sostituitogli in Teramo il brigadiere Areschino, era chiamato al trono delle Spagne per la morte del fratello consanguineo Ferdinando VI, avvenuta a' 10 Agosto 1759. Vi fu chi temè che così fossimo ricaduti nella miserabile condizione di provincia delle Spagne, ma ogni timore venne calmato dalla solenne rinuncia da lui fatta di tutti gii stati e dritti sulle Italiane contrade a favore di Ferdinando suo terzo figlio, che si disse IV, con prammatica dei 6 Ottobre 1759, nella quale si stabilì

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