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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   304 OPERE COMPLETE
   il dritto di successione della nostra risorta monarchia delle due Sicilie. •
   Quando Ferdinando IV salì sul trono non aveva che 9 anni, onde il padre partendo affidò la sua tutela, e l'animi uistrazioue del governo ad una giunta di ministri, della quale era l'anima il famoso TanuCci. Scorsero quattro anni di tranquilla prosperità fino al 1764 in cui per cattiva raccolta sperimentossi da Marzo a Giugno una deficienza di frumento. Convenne perciò ricorrere a ratizzi, a perquisizioni, a cartelle per aver pane. Dopo tale carestia, come spesso avviene, l'agricoltura migliorò e si propagò la coltivazione del granone. Alla penuria tenne dietro, al solito, una epidemia di tifo, che durò fino al nuovo raccolto. La contea di Montorio erasi trasferita per eredità al Duca Bo-nelli, allorché nel 1666 morì Blisabetta vedova di Filippo V, ultima della nobilissima casa Farnese, alla quale i riconoscenti camplesi pagarono il tributo di solenne funerale.
   Oennammo altrove che la civica amministrazione ed il comunale consiglio teramano erasi col fatto ristretto a 48 famiglie, le quali componevano l'ordine de' consiglieri, godevano la voce attiva e passiva in tutte le cittadine bisogne e nell'esercizio di tutti i pubblici uffìzi. Nell'estinzione di talune di esse, se ne aggregava altra, scelta fra le più civili ed agiate. Pure per taluni affari rimaneva l'uso di convocare il parlamento generale, come l'elezione dei reputati per la revisione de' conti, per la formazione de' libri dì collette. Nel notarsi gl'interventi si enunciavano prima i Signori del Consiglio, indi i parlamentarii cittadini, in ultimo quelli del corpo delle ville. Ai parlamenti generali presedeva il regio Governatore, ai consigli il giudice civile eletto dal comune.'Tal sistema ebbe il suo fine: poiché, a-' vendo i 48 rifiutato di ammettere alle sette piazze vacanti altrettante famiglie, scelte, come al solito, fra le più agiate e civili, alcune di esse tramarono di far abolire per legge il preteso seggio chiuso, essendosi messo alla lor testa con altri laureati un dottor di legge, secondato da tré capi-popolo. Durò la briga dal 1766 al 1770, con indicibile piacere de' napoletani paglietti e con grave dispendio di ambe le

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