DI PANCRAZIO PALMA
parti. Contro il sedile combattevano lo spirito del secolo, nemico di reggimenti aristocratici ed il favore dell'assessore. Pur non di meno i nobili si sostennero nel regio Consiglio a tutto il 1768. Nel 1769 però il Magistrato fu composto da due dottori opponenti, da un mercante e da un orefice. Sdegnavano i primati di assoggettarsi a tale rappresentanza e nuove brighe occorsero per meri puntigli, portati alla cognizione de' tribunali di Napoli, dopo avervi presa parte la curia vescovile per fatti occorsi in chiesa; finché al 1 Dicembre 1770 con regale dispaccio dichiarò insostenibile la divisione della cittadinanza in tre ordini ; quindi vana la caratteristica di nobiltà degli antichi decurioni. Laonde coniando il Ee, che nuovi rappresentanti si scegliessero su due ordini, civile e popolare, comprendendo nel primo avvocati, dottori, benestanti e negozianti che posseggono fondi considerevoli e vivono con decoro. Por-mato in tal modo l'ordine civile, voleva il Re, che dal medesimo, non meno che dall'ordine popolare, si eleggessero, ogni tre anni, dal parlamento generale, formato da tutti i capi di famiglia, 36 decurioni, 18 dell'un ceto, 18 dell'altro. Questi 36 dovevano eleggere un Sindaco e tre eletti, il primo del rango civile in un anno e nell'altro del popolare. E così fu eseguito dal 1771 fino al 1780, nel quale anno i popolari con alla testa il proclamato sindaco Cocolla, convinti che l'ufficio di primo rappresentante mal convenivasi alla loro inesperienza, per l'imbarazzo di trattare colle autorità provinciali, e pel loro danno finanziario, atteso l'obbligo di un piìi decente vestire, come pure pel tempo che dovevan togliere alle lucrose occupazioni, rinunziarono per sempre l'ufficio di sindaco. Per lo che d'allora non si scelse dal 2. ceto che il terzo eletto, detto perciò Eletto del popolo. Anche in Campii erasi formato di fatto un Consiglio di 28 famiglie. Dietro quel che era accaduto in Teramo un rapporto del Governatore di colà fece abrogare il seggio de' 28, rimanendosi tutta l'autorità amministrativa al parlamento generale che nominava 28 cittadini di qualunque classe, ma eleggibili ad impieghi.
Poterono i teramani con limosine fra essi raccolte per P. PALMA, Opere complete 29