DI PANCKAZIG PALMA 307
con aver rifatto il muro meridionale del conservatorio di S. Carlo.
Il timore, di vedere i francesi repubblicani avanzarsi in Italia cominciò ad agitare il rogai governo, che animò una difesa, suscitando ardor militare ne' popoli, facendo eleggere dai generali parlamenti gentiluomini che dovevano porsi alla testa della resistenza. In quello di Teramo, avendo asceso il pulpito i signori Gio: Filippo Delfico e Domenico Cosmi, ed arringato gl'intervenuti, costoro dichiararono che avrebbero preso le armi contro gl'invasori. A' 5 agosto 1794, affln di porre sul piede di guerra gli esistenti reggimenti, fu eseguita una leva di 16 mila uomini fra le famiglie più numerose. La quota di Teramo fu di 34 recluto. Pegli avanzamenti de' francesi in Italia, il governo promosse l'ascrizione di voloutari col soldo di grana 25 al giorno, ed a procurarli furono destinati ragguardevoli personaggi. Per la nostra provincia essi furono i signori Gio: Berardino e Melchiorre Delfico, cui in premio del loro zelo, fu inviata al primo la croce di commendatore fed all'altro quella di cavaliere dell'ordine Costantiniano.
Saputosi che il Ee, dopo visitata Aquila, era in Solmo-na> il consiglio municipale a' 17 giugno 1796 deputava il ' sig. Melchiorre Delfico ad umiliare al Principe gli omaggi della città coll'offerta degli argenti della chiesa del convento di S. Agostino (già soppresso), ed il ministro Acton a' 22 giugno manifestava il sovrano gradimento, disponendone l'invio. Lo stesso consiglio aveva rinunciato alle spese fatte nello stesso anno, pel passaggio in Giulia della Cavalleria spedita in Lombardia. Sempre più rendendosi temibili i francesi in Italia pei strepitosi successi del generai Bonaparte, furono avviati vari reggimenti alle frontiere. Nella nostra si accantonarono i reggimenti Eegina, Eegal Napoli e Puglia, seguiti da un parco di grossa artiglieria, di cui 20 pezzi di ferro furono situati in Teramo con 76 artiglieri. Tutta la truppa era comandata dal maresciallo di campo Pignatelli-Cerchiara, che stabilì il suo quartier generale nella Badia di Corropoli, quindi in Nereto. Gravi angario soffrirono in tale occasione comuni e privati, par-