I>t PANCRAZIO PALMA 809
per soldi agli ufficiali i quali costringevano i privati a cambiarle in argento sonante. Né perciò potendo reggere uno stato di guerra senza guerra, fu questa sconsigliata-• mente risoluta. A renderla sicura si credette necessario non la disciplina o il valore, bensì il numero; onde si ordinò tiùa leva di 48 mila uomini, da eseguirsi nel giorno 2 Settembre 1798. Molto si fece in quel giorno, ma realmente era scorso Ottobre e non tutte le recinte erano state inviate, molto meno esercitate. Furono presi coscritti dai 17 ai 45 anni, anche fra gli ammogliati. Ora tutti questi facevano pietà per la loro profonda angoscia e per la irresistibile antipatia al maneggio delle armi, ma bisognò ubbidire. Succeduto al Salandra il maresciallo Micheroux, dispostosi l'intiero esercito sulla frontiera sotto il comando di quel tedesco Mack, quanto valente in teorica strategia, altrettanto infelice in pratica, le truppe stanziate nella nostra provincia si riunirono nella pianura della Vibrata presso Gabiano, prendendo il titolo di ala destra dell'armata. Era composta di sei battaglioni di fila al gran completo, di un battaglione di granatieri, tre di cacciatori volontarì bene istruiti, di sei squadroni di cavalleria, con 14 pezzi di campagna, serviti dagli artiglieri coi rispettivi cassoni, seguiti da un'ambulanza ed ospedale militare generosamente provveduto, oltre due battaglioni di cacciatori di linea che, giunti tardi, seguivano la divisione con due giorni di distanze. Veniva dietro all'esercito un immenso equipaggio, poiché, oltre le provviste di ogni cosa, tutti i corpi sudetti avevano tende, che s'innalzavano ogni sera e ripiegavansi ogni mattina; ciascun ufflziale aveva il suo corredo e due cavalli, pe' quali si portava anche il crivelletto per iscegliere la biada. Si aggiungevano tanti commissarì, provveditori e fino curiosi. Altra circostanza nuoceva a quell'esercito, l'essere cioè i cavalli ed i muli che tiravano cassoni, cannoni ed equipaggi, non di regia pertinenza, ma di privati, che non volevano perderli a qualunque costo.
Il generai francese Oasabianca, comandando circa 3000 uomini, ne 'situò a' 28 Novembre 1798 la metà in Torre di Palma sul dorso della collina con due cannoni, rattenendo