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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   312 OPERE COMPIETE
   Teramo erano appena un centinajo, occuparono le alture il giorno 18, ed il giorno seguente, festa di S. Berardo e nera, ne scendevano. Il comandante francese uscì ad incontrarli fuori porta' S. Giorgio, ma vedendosi inseguito alle spalle da molti Teramani, prese la risoluzione di ritirarsi a Civitella, ciò che eseguì sempre battendosi con insorgenti, i quali lo attaccavano ai fianchi, nell'atto che tre soldati rimasti in città e vari feriti che v'inviava il generai Busca erano massacrati barbaramente. Si abbandonarono i montanari, cui unissi la plebe, al saccheggio delle case Tullj, Taulero, Michitelli e Nardi, rubando il meglio e bruciando il resto. Distrassero» nella prima una collezione di medaglie, una Storia patria da Euggiero a Perdinando il cattolico, e molti documenti originali. Il sig. Gio. Berardino Delfico era però rispettato, ed il popolo volle che si rappattumasse pubblicamente .col Vescovo. Ciò fatto, ambi si avvalsero della loro influenza per far cessare i saccheggi, persuadendo la moltitudine, che bisognava piuttosto prepararsi a difendere la città nel caso che i francesi volessero tornare a conquistarla. Si schiodarono cinque cannoni che furono collocati in posti opportuni, si ordinò l'informe massa, si nominarono capi; e così potè salvarsi la vita a tré ufììziali, che arrestati da' villani di Oartecchio erano condotti bendati in città, ove vennero alloggiati decentemente e visitati dal Vescovo, che di tutto il bisognevole li provvide. Grati quei prodi, difesero il prelato ed il palazzo di lui nel reingresso della truppa repubblicana. Così anche si rispettarono quaranta soldati che si erano arresi prigionieri degl'insorgenti ne' dintorni di Acquasanta. Condotti in città furono chiusi nel carcere per loro sicurezza, e lo stesso espediente si adottò per due preti, un gentiluomo ed un medico. Finito il saccheggio, ed il primo entusiasmo, visto che voleva sostituirsi all'anarchia un ceri-ordine, i contadini man mano tornarono' alle loro case, e la città rimase sotto la difesa di quei cittadini che avevan presa parte attiva all'insurrezione. Il generai Kusca di tutto informato, distaccava il capobattaglione Oharlot con 700 uomini, che giungendo la sera de' 23 avanti porta S. Giorgio, fu ricevuto da una

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