316 • OPEEE COMPLÈTE
invitare il generale De Donatis a rinforzare co' suoi lo scarso presidio. Andatovi costui, passò i primi giorni d'accordo col de Oossio, il quale avvedutosi di un certo malumore dei massisti, abbandonò il forte e ritirossi in Campii. Impazienti i donatisti di appropriarsi le armi e le munizioni, vennero a contesa coi legionarì. Si sarebbero questi ben difesi, ma i loro ufflziali li persuasero a cedere. Disarmati ecco qual fu la loro sorte: tre che si supposero avere sparato contro il generale furono d'ordine di costui decollati; 17 vennero com'esteri avviati ad Ascoli, ma uccisi dalla scorta presso Galluccio ; circa venti non sospetti furono ar-rolati ad un embrione di truppa che cominciava a formarsi di antichi soldati, gii altri mandati via. Gli ufflziali, dietro loro istanza, furono inviati al coraggioso ed umano Pronio. Non bastò al generai De' Colli l'avere allontanato il comandante de Cossio, che volle fargli un processo; tal che, portatosi colui in Napoli, ove sperava di riavere l'impiego, venne arrestato e stette prigione fino alla pace di Firenze.
Orribile massacro seguì dentro l'inumano carcere detto del Coccodrillo di cinque repubblicani, già fuggiti coi francesi e scioccamente rientrati in regno, e fucilazione di un frate marcheggiano creduto spia. Volle poi il generale medesimo farsi onore invadendo Ascoli. Quivi furono ad inchinarlo tre capi d'insorti marcheggiani, ed il de Lahoz, fuggito dall'armata cisalpina, di cui era generale di divisione, dopo essere stato uno degli ajutanti di Napoleone. Il De .Donatis rilasciò a tutti e quattro patenti di generale, e ne partirono per eseguire un piano di guerra proposto da de Lahoz, che ' statuiva di portare tutte le forze nelle gole tra Fuligno e Tolentino, affine di rompere ogni comunicazione tra Eoma ed Ancona ed avanzarsi gradatamente verso l'ultima. Questo piano riuscì perfettamente. De Donatis però non ralle parteciparvi; bensì coi suoi, contro il parere di de Lahoz, andò ad occupare Eipatransone. I repubblicani, che ancora ritenevano la provincia, piombarono su questa città a' 3 Giugno, da cui il generai de' Colli fuggì senza menomamente difendersi, ed appena ne scampò. Il giorno 4 i medesimi dopo qualche resistenza fatta dal capo Giuseppe Costantini