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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCBAZIO PALMA 317
   detto Sciabolone, rientrarono in Ascoli ove commisero i soliti militari eccessi.
   Eitiratosi il de Donatis in Civitella richiamò i soldati del disperso esercito e ne formò diverse compagnie, che decorò con capitani e subalterni, ed inoltre dette patenti di colonnelli, maggiori ecc. a diversi della regione, che a lui erano attaccati. Creò un tribunale militare di tre giuri-speriti da cui faceva dirigere la corrispondenza, e giudicare quei che dai paesani erano condotti al forte come giacobini, se dovevano andar liberi o attendere in quelle prigioni il loro destino. L'anarchia seguiva, come sempre, le popolari insurrezioni. Quantunque queste fossero a favore del Re, era sempre-il popolo ed il ben essere di questa che ponevasi innanzi. Al solito, dopo l'anarchia, in ogni paese erasi eretto un capo che vessava i proprietarì, li teneva in continuo timore, ed in frequenti contribuzioni. Se maggiori eccessi non si commisero, vuoisi attribuire ai proclami del jcardinal Buffo, che proibivano le uccisioni arbitrarie, ed all'umanità del generai Pronio, dichiarato comandante de' tre Apruzzi, presso cui molti perseguitati si rifuggivano. Pure in Teramo cominciava a rinascere un cert'ordine, essendovi stato ai 19 Luglio per autorità di Pronio istallato un nuovo tribunale, che cominciò ad emanciparsi dai Fontana, specialmente da che gli fu spedito un corpo di micheletti, dipendente unicamente da lui. Ai 26 Agosto il parlamento civico elesse il giudice civile, il Sindaco, gli Eletti e più tardi il governatore di Scorzone ecc. in somma concordia de' presenti. Non per tanto continue denuncie partivano da Teramo e da. altri paesi, onde ne venivano ordini di arresto contro moltissimi stati difensori, amici, o impiegati del governo repubblicano, che poi furono parte indultati e parte giudicati da due magistrati venati da Napoli col titolo di Visitatori.
   Migliorarono più le cose in autunno, allorché giunsero dispacci da Palermo, co' quali si proibì lo scorrere a mano armata i paesi, il chiamare giacobini i sudditi del re, arrestarli, o saccheggiarne le case. A paralizzare la dispotica autorità de' capi Fontana, fu il primo chiamato in Chieti

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