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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   318 • OPERE COMPLETE
   presso i Visitatori venuti da Napoli, e l'altro venne impiegato a radunare gli antichi soldati.
   Frattanto il generai de Donatis aveva riferito in Napoli che egli aveva patentati ed animati i tre capi marcheggiani menzionati di sopra, ed i progressi che costoro facevano fino alle porte di Ancona, la quale avevano bloccata, sotto la direzione di De Lahoz. Quindi spedì colà da Oivitella il sottotenente Misticoni con un distaccamento di veterani, che impinguatosi di volontarì formò una compagnia di 90 uomini, ed il sudetto fu promosso ivi a capitano. Finalmente • in Settembre volle il sig. generale della montagna andare in persona all'assedio, conducendo circa 400 antichi soldati raccozzati e miseramente vestiti, oltre una compagnia d'irregolari. Progrediva egli in carrozza con due suoi Uditori, lasciando a quattro aiutanti di campo (che non ne voleva meno) il guidare il battaglione, che avrebbe voluto ingrandire col farlo marciare in file diatanti fra loro. Portò ancora diversi antichi artiglieri, che resero molti servizi agli assedianti, ed uno ne fu promosso ad uffiziale, anche da De Lahoz. Giunto il De Donatis al campo d'assedio, vi comparve in giacca e pantaloni, adorno di smisurato codino, con in una mano un fucile nell'altra un frustino, nel cui manico era una canna di pistola carica a palla, sciabola ad un'fianco, ed all'altro due pistole ordinarie. Fu accolto da De Lahoz con ogni distinzione; ma vedendo che gli assedianti erano esposti al continuo fuoco di cannoni e di mortai, sotto pretesto di tornare ad adunare altra gente, si ritrasse alla sua pacifica rocca. Continuando ad inoltrare ampollosi rapporti al car-dinal Buffo capo del governo in Napoli, scrisse, che aveva condotto all'assedio di Ancona più di 5000 uomini, i quali aveva lasciati solo il comando del generai De Lahoz. Subito gli rescrisse il cardinale molto meravigliarsi che avesse abbandonata una forza così considerevole ad un estero, e però gl'ingiungeva di raggiungere i suoi, e riprenderne il comando. D. Donato ubbidì. Tornò, seco portando i due uditori. Giunto al campo, la mattina seguente, pubblicò uin ordine del giorno, con cui prescriveva al battaglione di Oivitella, che era considerato e pagato come di linea sotto

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