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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DI FAKCRAZIO PALMA 319
   gli ordini del maggiore Tosi di Controguerra, ai corpi di Vanni, che prendea il titolo di tenente generale, di Na varrà, e Sciabolone, che assumevano quelli di brigadieri, di riconoscere il suo supremo comando. Ciò risaputo il generale De Lahoz lo fece arrestare per mezzo di un distaccamento di cavalleria d'emigrati francesi, che erano ai di lui ordini e lo fé' condurre a Sinigaglia. Tutti dopo ciò continuarono a sottostare al generale De Lahoz, compreso il battaglione civitellese. Questo incidente nocque agli assedianti perché il supremo comando, diffidando, cambiò le stazioni de' vari corpi e dette stimolo alla sortita quasi generale dei Francesi nella notte de' 10 Ottobre. In essa costoro molto usarono granate a mano, respingendo i posti avanzati, conquistarono una batteria di grosso calibro ed erano per superare il più. interessante trinceramento difeso da quattro cannoni di campagna che fecero un fuoco indefesso e dalle baionette di 100 moscoviti. Il generale, come al solito, era al posto più battuto. Vedendolo in procinto di cedere corse ad affrettare un rinforzo, alla testa del quale tornando, fu trafitto da una palla nell'inguine, per cui poche ore dopo morì. Oon-tuttociò i francesi furono respinti, la batteria ripresa e dischiodata prima che il giorno chiarisse. Fu il De Lahoz veramente compianto da tutto il campo, non esclusi i Bussi, che al numero di 500, ed i Turchi che in circa 400 ne fa-cevan parte. Il suo valore, il suo sangue freddo, la profonda scienza militare ne formavano un perfetto condottiere. A-veva oltre le truppe insorgenti disposte per compagnie, colle rispettive cariche, organato un reggimento di fila con uffiziali per lo più usciti dai Cisalpini e Eomani, che intitolò Beai Italiano. Oltre le bandiere de' sovrani alleati, che faceva dirizzare nelle opere di assedio, una particolare ne spiegava nel suo ridotto tutta bianca colle parole: morte ai Francesi. Se non moriva ed aveva Ancona, nessuno conosce cosa volesse intraprendere. Spesso, parlava di riunione d'Italia sotto un sovrano italiano. Poi soggiungeva: il solo Be di Napoli potrebbe farlo, e ne ha tutti i mezzi: non gli manca che un generale. Il giorno dopo la morte di lui giunse al campo di assedio un battaglione austriaco, il maggiore del quale

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