DI PANCRAZIO PALMA
abbondanti limosino. Non pertanto molti contadini morirono d'inedia e più ne sarebbero periti senza il soccorso del vino e della carne porcina e l'abbondanza delle uve e ghiande. Vi fu anzi qualche famiglia campestre che seccando e riducendo a farina il frutto delle querce ne fece pane, di cui si nutriva e ne faceva limosina agl'innumerevoli men-dici. Se il marchese Eodio fosse rimasto fra noi, forse la sua attività, unita ai talenti ed alla feracità de' suoi espe--dienti, avrebbe salvato molta gente; ina in Ottobre 1802 era chiamato a più alte funzioni ed il nuovo preside colonnello Carbone, anche calabrese, non giunse in Térarao che agli 11 Marzo 1803.
Ad aggravare la carestia contribuirono i corsari, i quali dopo aver predato lungo le rive della nostra provincia animali, uomini e barche, s'impadronirono di un bastimento di grano diretto a Chieti per sopperire all'annona di quella città che priva di tale risorsa era per affamarsi. Perciò dispose il governo che là si trasportassero i grani del fìsco esistenti in Giulia e quelli di Sterlich, che erano in Cermi-gnano. Un ricco possidente della nostra regione ve ne spedì 100 salme e ne ebbe ducati 20 a salma.
Di questo tempo fabbricavasi la prigione provinciale nel soppresso convento di S. Agostino, coi denari ritratti dalla vendita de' beni di questo e delle vecchie prigioni comprate dai signori Castelli e Sa vini, sotto la direzione del nostro architetto sig. Eugenio Michitelli.
Svanita la trattativa di pace tra l'Inghilterra e la Francia, l'armata francese se ne tornava a riprendere le posizioni già occupate lungo l'Adriatico, insalutato hospitè, dopo un anno di assenza, talché il Preside, riferendo la loro prossima entrata, il Ministero rispondeva d'ignorarla, e nessuna disposizione dava per viveri, trasporti ecc. per lo che, entrato con effetto in Giulia l'antiguardo e poscia tutta la truppa, bisognò che il preside provvedesse coll'ajuto de' comuni e de' privati.
La raccolta del 1803 fu ubertosa in cereali ed in vino. Eitornò il colorito di salute sui visi dei poveri, ed essen-