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ed un mezzo di sussistenza. Tali proposte inviate in Teramo dal capitano, furono accolte, e quivi il Oostantini presen-tossi il giorno 24, donde fu inviato in Chieti al generai Parteneaux. Di là tornato, venne spedito co' figli a purgar le campagne da quegli scorridori che non avevano voluto imitarlo. Dopo altri servigi resi nel 2. distretto, in aprile 1807, fatto capitano di una compagnia di guide composta in parte di amnistiati, fu inviato a Capua, ove morì in marzo 1808, essendoglisi resi gli onori militari dovuti ad un capitano.
Ridondando in Teramo le vecchie prigioni di rei e di sospetti, fnron abbandonate ed occupate le nuove a' 20 dicembre 1806. Vennero le commissioni militari, composte d'ufliziali francesi e di quelli della legione provinciale, che diminuirono il numero di detenuti, condannandone molti a morte, altri ai ferri, e vari ponendo all'istante in libertà. Con legge de' 8 Dicembre 1806, la provincia fu divisa prima in 16, e poscia in 17 circondar!, contenendo allora anime 170 mila, poiché era prestabilito che uno se ne istituisse ogni 10,000 viventi. Troppo strettamente si osservò tale proporzione. Non così nell'aquilano, ,che contenendo allora 240,000 abitanti, avrebbe dovuto avere 24 circondar! e ne contò oltre 40. La grettezza dei nostri magistrati d'allora riuscì di grave incomodo alla popplazione, la quale cresciuta oggi a 230 mila individui, continua ad essere ripartita in 17 circondar! e fa nominato per ciascun circondario un regio governatore fra i soggetti non invisi al nuovo governo. Con altra legge de' 13 Febbraio 1807 furono soppressi tutti i monisteri degli ordini di S. Benedetto e di S. Bernardo, aggregandosene i beni al pubblico demanio.
Piacque a Giuseppe Napoleone di visitare gli Apruzzi, ed a' 21 Maggio giunse da Penne a Teramo. Fu ricevuto magnificamente nel vescovile palagio coi soliti festeggiamenti e sciupo di denaro. Ne partì il dì seguente per Giulia e Chieti. Dal suo ingresso nella provincia fino all'uscir da essa, fu scortato dai dragoni provinciali, tutti gentiluomini armati e montati a proprie spese. Intanto gl'insorgenti scorrevano il distretto di Penne, nella quale città entrarono a'