Di PANCfeAZIO PAÌMA 331
colonnello, divisa in tante compagnie quanti erano i circondar! con capitani e subalterni vestiti come quelli di fila. Stimò Gioacchino di consegnare in gran pompa le bandiere in Napoli, ove chiamò a riceverle distaccamenti di tutte le legioni, facendone alloggiare gli uffiziali nelle principali famiglie, incluse quelle dei ministri. Segui la consegna al campo di Marte il giorno 25 Marzo 1809. Tornati i nostri, furono festeggiati con gran banchetto nel teatro.
Mentre però gli amici del governo se la passavano in festa, i borbonici, udita la guerra riaccesa tra la Francia e l'Austria, ed i felici successi di questa ne' primi scontri in Italia, idearono un'insurrezione. Non contenti di vaghe notizie, spedirono un di loro nell'alta Italia ad oggetto di conoscere il netto. Quando costui giunse a Eimini riseppe, che stante i progressi di Napoleone in Baviera e nell'Austria superiore, l'armata tedesca in Italia era in piena ritirata: tornò di fretta col pensiero di dissuadere l'insorgimento, ma giunse tardi, poiché a' 12 Maggfb una truppa di paesani aveva invaso Campii, ed arrestato i creduti partitanti del governo, da loro chiamati giacobini, che seco condussero alle falde del monte Fultone, fra' quali il Giudice di pace, padre di chi scrive il presente compendio. Era naturale che le famiglie degli arrestati spedissero somme per riscattarli, come fu evidente che i riottosi le attendevano, senza che perciò pensassero a rilasciare le vittime, ma le avrebbero fucilate dopo introitate le somme. A tal fine, avendo seco condotto un prete, gl'ingiunsero di riconciliare uno de' presi. La sua morte avrebbe ingerito tale spavento sugli altri, da far esaurire tutti i loro mezzi per un riscatto: quand'ecco apparire pochi uomini guidati da un uomo a cavallo. Li credono per buona sorte di loro alleanza, esitano, finché riconoscono esser francesi guidati dal tenente di gendarmi Ooupon, che merita esser rammentato pel suo sommo coraggio. Non erano che venti ed ascendevan per l'erta, mentre gl'insorti al numero di cento erano sull'alto; pure fuggirono, abbandonando i prigionieri, che così si vider salvi come per miracolo.
Si ricoverarono i facinorosi, tutti del volgo, nei monti,