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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI FANCBAZIO PALMA
   agli avventori. Ciò. visto coloro si ritirarono. Avvisato di ciò Gioacchino, in Bologna ove alleato coli' Austria combatteva contro Napoleone, distaccò l'ottavo reggimento, comandato dal colonnello Vollaro, con decreto dei quattro aprile inserito nel bollettino delle leggi, che può riscontrare chi volesse conoscere l'oggetto dell'insurrezione, ordinando che gl'insorti del distretto di Penne e gli assalitori di Te-ramo, fossero puniti con tutto il rigore delle leggi; e realmente alcuni di quel distretto furono moschettati e molti fuggirono.
   Intanto la nostra armata, dopo occupata Roma, le Marche, la Eomagna, la Toscana e Modena, seguitava a combattere contro il viceré d'Italia, accoglieva agli avamposti il pontefice Pio VII, reduce da Fontainebleau, e lo scortava nell'interno dello stato, nel tempo che la piazza d'Ancona, era governata dal duca Crivelli trasferitovi dal comando della nostra provincia, circa il febbraio precedente.
   Restituì Gioacchino al papa il suo stato, meno le Marche fino a Pesaro; poggiato ad un articolo del suo trattato coll'Austria, che gli assicurava un aumento di suolo da contenere cinquecento mila abitanti. Intanto adunavasi il celebre congresso di Vienna, cui anche^ egli inviava pleni-potenziarì; e riguardo al -regno procurava di affezionarselo in tutt'i modi. Abolì la tassa personale, le patenti, il conteggio in lire, restrinse le tante leve, assicurò gl'impieghi ai soli nazionali, escludendone qualunque estero, profuse medaglie d'onore, fece concessioni ai comuni, ed accordò favori a chiunque ne chiedeva, ciò che può ritrarsi dalla collezione delle leggi da maggio 1814 a marzo 1815. Fra essi può annoverarsi l'approvazione della strada distrettuale da Teramo a Giulia, cui largì un incoraggiamento di ducati quattromila dal tesoro; in forza di che fu tracciato il primo tratto col taglio degli alberi da Vezzola al Oartecchio, che fu poi costruito nel 1817 dopo moltissime opposizioni irragionevoli.
   Napoleone abbandonando l'Elba, a lui lasciata in piena sovranità, sbarcò in Francia. Accolto da soldati che manda vagli contro il governo di Luigi XVIII, messosi alla loro

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