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generai Verdin'ois ritirossi in Teramo, partendo da colà di notte ed ordinando la ritirata alle sue truppe che l'eseguirono a volontà. Nessuno pensò di fermarsi in Civitella, e molto meno nel preteso campo trincierato. Tanta gente piombata la sera seguente in Teramo fu alloggiata per le case, ma la mattina de' 12 Marzo se ne partì per Atri, e si disciolse per la via. Ne partì anche l'Intendente, e varie autorità a fin di eseguire gli ordini del parlamento.
Eimasto in Teramo senza forza e senza governo, il civico magistrato, d'accordo col consigliere d'intendenza, cui erasi devoluta la funzione d'intendente, provvide alla pubblica sicurezza colla formazione di una guardia civica, la quale mantenne l'ordine fino a' 17, in cui vennero due compagnie austriache da dove meno si aspettavano: cioè da Aquila per Tottea e Valle 8. Giovanni. Tutti i paesi della regione si affrettarono a ripristinare il regio governo, meno Civitella tenuta in soggezione dal comandante del forte, il quale però, sentita la capitolazione avanti Oapua de' 20 marzo, e ricevuto l'ordine della ripristinata segreteria di guerra, evacuò il forte, consegnandolo ad un battaglione austriaco del reggimento Lichtenstein.
A' 16 maggio 1821 venne a sostener la carica d'intendente il sig. Francesco Saverio Petroni, il quale a' 16 giugno la cedette al marchese Tomarellì che la tenne fino al 1831. Ottennero in tal periodo medaglia d'onore il sig. De Fabritiis, il sig. Nicola Bonolis ed i fratelli Stanchieri per la bontà de' cuoi da essi conciati a vacchette, suole e marocchini.
Morto Ferdinando I nel 1824, solennissime esequie si celebrarono nel nostro duomo, tutto parato a lutto, con magnifico sarcofago ornato di statue e d'iscrizioni. La profonda pace di cui si godette nel regno del successore Francesco I, favorì le opere pubbliche, particolarmente la continuazione della strada da Teramo a Giulia; s'intraprese la costruzione dell'attuale palazzo dell'intendenza, comprandosi cinque case di privati, che furono demolite nella parte meridionale fin da' fondamenti, conservandosi la parte settentrionale de' signori Tullj. Lasciossi nella parte di levante