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terono le mura della città e le loro basi vennero riunite al pomerio ed alla fossa riempita a dritta e sinistra del fila-ro di olmi piantati nel 1802. L'abbattimento e livellazione proseguissi in seguito fino a porta romana lungo il declivio che in parte fu addolcito. Tutto lo spianamento e riempimento fu fatto con volontarie offerte di cittadini sotto la sorveglianza del sig. Giuseppe Montori. In tale occasione fu rasata la porta romana. Si pensò fortunatamente di trasferire alla fabbrica comunale sudetta, insieme colle pietre conce, anche il frammento di romana iscrizione e fu posto sulla base del muro di tramontana. Nello stesso spazio di tempo la Società economica ridusse ad orto sperimentale un terreno fuori porta S. Giorgio di proprietà del Capitolo aprutino, meno il pezzo della vecchia strada ceduto dal comune, nel quale tratto la medesima Società ha poi edificata una casa ad uso delle sessioni accademiche.
Nella regione, diversi paesi fecero qualche cosa. Noterò che in Oorropoli, dietro regio permesso, si abbatterono gli avanzi del baronale castello ed il suolo fu addetto a piazza pubblica. Non può dirsi quanto questa sola opera abbia vantaggiato la salubrità e l'ornamento di quel comune. Più tardi una fonte vi si è costruita nel centro. Nel 1828 si spianò una traversa dalla distrettuale alla porta di Giulia. In Campii non avrebbonsi a registrare che mine. Crollato il tetto dell'antico episcopio non è stato restaurato mai più. Il coverto bensì di quel palazzo comunale anche caduto fu ricostruito, rasandosi un piano superiore che pe' due quinti l'adornava. Fecero però i camplesi ripulire, mattonare e dipingere1 la loro ex cattedrale.
A' 8 novembre 1830, trapassando il pio re Francesco I, Terarno gli rese funebri onori con la solita sontuosità, ne' primi tre giorni di dicembre, cui successe il di lui primogenito Ferdinando II felicemente regnante.