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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   ABT. II. Popolazione e cause che ne hanno impedito l'aumento.
   Il numero degli abitanti della nostra provincia è proporzionato alla sua estensione? È stato mai maggiore dell'attuale, e nell'affermativa: quali sono state le cause della diminuzione? È sperabile il suo aumento? Quali i mezzi per ottenerlo? Ecco i quesiti sui quali dirò la mia opinione. Tutti i moderni scrittori convengono che i paesi formanti ora il nostro regno avessero avuta, prima d'essere assoggettati ai romani, una popolazione dupla dell' attuale, cioè di 10 o 12 milioni. Ciò proveniva a mio avviso dal gran numero di stati indipendenti, ciascuno de' quali aveva una città capitale, in cui concentrandosi la forza e la ricchezza del piccolo stato, ivi facean sorgere edilizi pubblici, arti, commercio e quindi opere di lusso, e scienze: donde i maggiori comodi, la facile educazione della prole e la massima popolazione. Tutto però decadde dopo che la superba Roma in sé concentrò le ricchezze dell'universo. Le nostre contrade, ridotte prima a municipi, di poi a colonie; finalmente a provinole, discapitarono nelle ricchezze, e le arti languirono o corsero a Konia. Pure si mantennero in mediocre stato, se vogliamo argomentarlo da monumenti di romana costruzione che disotterriamo, sino alle invasioni de' barbari. Allora le nostre città o in una o in un'altra irruzione furono distrutte, gli abitanti uccisi o ridotti in ischiavitù, ed il paese Disertato divenne una generale boscaglia. In fine i conquistatori divisero fra i loro militi il terreno coi pochi superstiti abitanti, i quali furono costretti a coltivare i contorni del

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