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castello del rispettivo signore a profitto di costui, salvo ad essi il necessario nutrimento. Non vi furono allora che padroni, la cui sola occupazione erano la caccia e la guerra, e vassalli costretti alla fatica. Ognuno immagina a quale stato si riducesse l'agricoltura. Sorsero in compenso i monaci, i quali, ottenuti alcuni terreni deserti, cominciarono a dissodarli per trame la sussistenza. Ben presto vissero nell'abbondanza, e rispettati all'ombra della religione aprirono nei loro chiostri un asilo a tutti coloro che fuggendo le baronali vessazioni, andavano a menar fra essi una vita pacifica e sicura. Cresciuti in considerazione per la loro morale condotta, ebbero da imperatori, come Casauria, da regine, come /$. Clemente al Tornano, da conti, come Picciano e Carpineta, o da feudatari, come S. Atto, signorie e vassalli. Miglioravano subito costoro condizione sotto l'indulgente dominazione de' monaci, e senza timore di essere venduti o cambiati, mettevano tutto il loro affetto al suolo che coltivavano. Guerre però si succedevano a guèrre, ora civili, ora generali, ed i monasteri erano spesso occupati o.-distrutti, ed allora i piccoli progressi sparivano. Finalmente la nostra provincia venne stabilmente a formare la frontiera del regno di Euggieri. Le sociali istituzioni allora-acquistarono una certa consistenza. La regia, autorità protesse i deboli contro i potenti: si stabilirono i magistrati: molte città ottennero di reggersi a municipio, o, come dice-vasi, sotto il regio demanio, e subito migliorarono. Il feudalismo però regnava nel resto de' paesi-con tutti i suoi mali, e questi si accrebbero allorché, perduto il proprio sovrano, il nostro regno fu ridotto al mìsero sitato di provincia di Spagna. Tutto allora peggiorò. Non solo non si ajutarono i comuni a rientrare nel regio demanio ma si venderono quelli che vi si erano mantenuti, o si erano riscattati con mille sagrifizi. Si rivenderono quei feudi che per legge erano ricaduti alla corona, in vece di mantenerli a prò di essa: e come dice Galanti, i ministri spagnuoli alienata avrebbero la capitale, se avessero trovato un compratóre. Ma se non la distrassero in complesso, ben la smaltirono a minuto, cedendone a vari i dazi e le rendite. In quell'epoca luttuosa